Pubblicato: venerdì, 21 settembre 2012

EUROGENDFOR: una Strana Forma di Polizia Europea

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Si chiama Eurogendfor. Una sigla – solo una sigla apparentemente  innocua – che però in italiano diventa “Gendarmeria europea“. Proprio in  questi giorni, circondata da uno strano silenzio della stampa, è in  discussione presso le commissioni Esteri e Difesa della Camera dei  Deputati la proposta di legge di ratifica del trattato, datato 18  ottobre 2007, che istituisce questa strana gendarmeria: una forza  militare sub-europea indipendente.

Andando a scavare nella documentazione dell’Unione Europea risulta  difficile scovare genesi e obiettivi di questo organismo. Sulla carta è  nato il 18 ottobre 2007, con il Trattato di Velsen, anche questo poco o  nulla pubblicizzato presso i cittadini europei. Ne fanno parte non tutti i Paesi UE, ma solo quelli dotati di una polizia militare: FranciaSpagna, Portogallo, Olanda e Italia.

Secondo il Trattato, si tratta di  una sorta di super-polizia sovranazionale a disposizione della UE,  dell’OSCE, della NATO o di altre organizzazioni internazionali o  coalizioni specifiche. Una forza pre-organizzata, robusta e rapidamente schierabile,  composta esclusivamente da elementi delle forze di polizia con status  militare, al fine di svolgere tutti i compiti di polizia nell’ambito  delle operazioni di gestione delle crisi. Dal 17 Dicembre 2008, fa parte a pieno titolo di Eurogendfor anche la Gendarmeria romena, portando  quindi a sei il totale degli Stati membri.

Eurogendfor può contare su una forza di 800gendarmi” mobilitabile  in 30 giorni, più una riserva di altri 1.500; il tutto gestito da due  organi centrali, uno politico e uno tecnico. Il primo è il comitato  interdipartimentale di alto livello, chiamato CIMIN, acronimo di Comité  InterMInistériel de haut Niveau, composto dai rappresentanti dei  ministeri degli Esteri e della Difesa aderenti al trattato.

L’altro è il Quartier generale permanente (PHQ), composto da 16 ufficiali e 14  sottufficiali (di cui rispettivamente 6 e 5 italiani). I sei incarichi  principali (comandante, vicecomandante, capo di stato maggiore e  sottocapi per operazioni, pianificazione e logistica) sono ripartiti a  rotazione biennale tra le varie nazionalità, secondo gli usuali criteri  per la composizione delle forze multinazionali. Non si tratta quindi di un vero corpo armato europeo, un inizio di  esercito unico europeo, nel qual caso si collocherebbe alle dipendenze  di Commissione e Parlamento Europeo, ma di un semplice corpo armato  sovra-nazionale che, in quanto tale, gode di piena autonomia. Non risponde delle proprie azioni a nessun Parlamento nazionale, né al  parlamento europeo.

Dunque, a chi risponde?

La sede del Quartier generale di Eurogendfor è in Italia, precisamente  nella Caserma Chinotto a Vicenza, dopo un lungo e silenzioso negoziato con la solita Francia.

Ma a cosa serve, e soprattutto perché tanto  silenzio? Non lo sappiamo per certo, ma la circostanza del silenzio mediatico pone determinati e seri interrogativi, soprattutto in  considerazione del fatto che alcuni articoli del trattato prevedono una  totale immunità giudiziaria a livello nazionale ed internazionale. Non solo.

L’articolo 21 del trattato di Velsen prevede infatti  l’inviolabilità dei locali, degli edifici e degli archivi di  Eurogendfor.

  • L’articolo 22 immunizza le proprietà ed i capitali di  Eurogendfor da provvedimenti esecutivi dell’autorità giudiziaria dei  singoli stati nazionali.
  • L’articolo 23 prevede che tutte le  comunicazioni degli ufficiali di Eurogendfor non possano essere  intercettate.
  • L’articolo 28 prevede che i Paesi firmatari rinuncino a chiedere un  indennizzo per danni procurati alle proprietà nel corso della  preparazione o esecuzione delle operazioni.
  • L’articolo 29 prevede infine che gli appartenenti ad Eurogendfor non potranno subire procedimenti a  loro carico a seguito di una sentenza emanata contro di loro, sia nello  Stato ospitante che nel ricevente, in tutti quei casi collegati  all’adempimento del loro servizio.

Queste sono le inquietanti protezioni di cui la struttura si è  dotata. Ma che compiti avrebbe?

Nel trattato di Velsen c’è un’intera  sezione intitolata “Missions and tasks“, in cui si apprende che  Eurogendfor potrà operare “anche in sostituzione delle forze di polizia  aventi status civile“, in tutte le fasi di gestione di una crisi e che  il proprio personale potrà essere sottoposto all’autorità civile o sotto comando militare. Vastissimi sono i compiti che il trattato affida a Eurogendfor: tra  le altre cose garantire la pubblica sicurezza e l’ordine pubblico,  eseguire compiti di polizia giudiziaria (anche se non si capisce per  conto di quale Autorità Giudiziaria, controllo, consulenza e  supervisione della polizia locale, compreso il lavoro di indagine  penale, dirigere la pubblica sorveglianza, operare come polizia di  frontiera, acquisire informazioni e svolgere operazioni di intelligence).

Forse il vero scopo di Eurogendfor è proprio in questo ultimo punto: con  tutte le immunità e le protezioni di cui si è dotata, la struttura  somiglia più a un servizio di spionaggio interno ed esterno, che ad uno  di polizia. E’ stata progettata una sorta di struttura militare  sovranazionale che potrà operare in qualsiasi parte del mondo,  sostituirsi alle forze di Polizia locali, agire nella più totale libertà e che, al termine dell’ingaggio, dovrà rispondere delle sue azioni al  solo comitato interno.

Pertanto, non sembra una Polizia, ma qualcosa di  simile al KGB sovietico, alla Stasi della DDR, all’OVRA di Mussolini,  alla Gestapo di Hitler.

In Italia, i relatori del provvedimento di ratifica sono gli  onorevoli Filippo Ascierto e Gennaro Malgieri, entrambi del PDL, che  assicurano che i chiarimenti del caso potranno essere dati in Aula, a  Montecitorio, precisando che questa squadra speciale di polizia militare extra-nazionale risponderà solo ai ministri degli Esteri e della Difesa degli Stati membri.

EUROGENDFOR (EGF) la Gestapo dei banchieri in Europa, Trattato di Velsen

Cosa alquanto pericolosa, perché dietro vi è celato il potere, dato ad ogni Paese firmatario, di espropriare i propri  parlamenti dalle decisioni sull’impiego delle proprie truppe. E consente di farlo in piena legalità. In pratica, è un altro pezzo di democrazia che va via, che toglie  potere ai parlamenti regolarmente eletti. L’opinione pubblica non lo sa, perché i mezzi d’informazione tacciono.

Sappiamo infatti tutto sulle  liberta sessuali dell’ex-premier, ma poco su quelle civili di noi tutti.  Quando la democrazia va in deficit, l’informazione si adegua?

Ah! Un’ultima cosa: paga TUTTO l’Italia.

DOWNLOAD Trattato Velsen

Note su Autore

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Ci sono 3 Comments
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  1. […] flag, legge marziale (#Gefahrengebiet) per dare il via alle regolamentazioni del Trattato di Velsen (approfondimento). Speriamo sia solo un momento […]

  2. […] ci manda l’Eurogendfor? (e qui , da 2’53” a 3’35”, in cui parla di “autorità di enforcement […]

  3. […] Nel 2013 entrerà in vigore il Trattato di Velsen: EuroGendFor. Un’interrogazione parlamentare attende nel SILENZIO ASSOLUTO e TOTALE già dal 2010. I […]

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