Pubblicato: venerdì, 23 gennaio 2015

ESCLUSIVO: a Davos la Elite Corporativa dibatte sulla Fine della Democrazia

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Susan Posel – Traduzione e commenti: Italia dei Dolori – L’ Annual World Economic Forum 2015 di Davos ha iniziato la conferenza con una domanda scottante: “I governi che dissociano l’economia dalle libertà politiche, possono resistere e prosperare a lungo termine?”davos

A causa dei “movimenti di protesta di massacon conseguente ed evidente fallimento dello Stato piuttosto che una democrazia stabile“, la domanda seguente è: Cosa è andato storto con la democrazia [e] come la si può riprendere?”

È interessante notare che il forum aperto al WEF ha dibattuto se la democrazia è morta o meno, con la conclusione che il futuro della democrazia è in serio pericolo“.

Si accusa la democrazia di non esser riuscita ad affrontare questioni importanti come:

Il cambiamento climatico (la più grande bugia del secolo, ndr)
Che questo stile di governo produce politici corrotti che sono incompetenti” (devono cedere il passo agli scientisti tecnocrati, ndr)
che le minoranze sono minacciate dalla democrazia
E’ troppo a breve termine
E’ diventata la “politica del danaro” attraverso ricchi acquisti per i risultati che si vogliono ottenere

Ali Tarhouni presidente della Libyan Constituent Assembly (LCA) e leader della primavera araba ha commentato:

Il fallimento della democrazia, per molti versi, è la separazione del processo politico dagli sviluppi economici almeno questo è un elemento chiave“.

Tarhouri spiega che la rabbia di alcune fazioni in Libia che hanno “disprezzato” il governo, è stata incanalata nella primavera araba e la caduta finale fu il loro fallimento” nell’immaginare qualsiasi altro tipo di governo oltre a quello sperimentato in precedenza.

La lezione che ci vuol dare Tarhouri, è che coloro che distruggono i governi attuali, devono pensare al governo che li andrà a sostituire, prima ancora di cercar di abbattere attivamente la governance attuale. L’obiettivo è che il nuovo governo dovrà essere almeno marginalmente migliore di quello precedente“.

Wang Hui, professore di letteratura e lingua cinese presso Tsinghua University, ha aggiunto che c’è stato un tempo in cui si è ipotizzato che la Cina potrebbe prendere in prestitogli ideali di democrazia dall’Occidente; ma ora la gente preferisce non trapiantare” la democrazia in stile occidentale in Cina, a causa delle “opportunità economicheche la forma di governo attuale offre.

La Cina ha sofferto la disuguaglianza sociale, la corruzione ed un certo tipo di forza politicache ha facilitato la presa di distanza politica dalle necessità sociali.

Le proteste in Cina sono rimaste neutrali alle loro richieste come, d’altro canto, la gente voleva: tutela dei diritti dei cittadini, ma d’altra parte ricorrevano alcuni slogan più vecchi, come la redistribuzione sulle linee del socialismo di far rivivere alcuni tipi di elementi in modo più democratico“.

Sulla questione degli equilibri tra la maggioranza di governo e la protezione delle minoranze“, Vitali Klitschko, sindaco di Kiev, in Ucraina, sbotta che il suo Paese è “un paese europeoe sarà una democrazia entro un anno. Klitschko ha detto che l’Ucraina è geograficamente” in Europa e che la mentalità ucraina è europea” (la storia si ripete, ndr). Chiamando la rivolta ucraina come una “rivoluzione della dignità“, Klitschko ha ricordato che l’idea di fondere la loro nazione nell’Unione europea, era quella per cui i manifestanti protestarono.

Klitschko ha detto che la Federazione russa è rimasta sconvolta dal fatto che l’Ucraina non sarebbe diventata parte di “un nuovo grande impero come prima e che noi ucraini non vogliamo tornare in URSS. Vogliamo essere paese moderno, democratico europeo“.

Alla domanda sul rapporto tra guerra e democrazia e il modo militaresco in cui la democrazia è data alla gente, Klitschko ha risposto: Non possiamo trovare compromessi per quanto riguarda la nostra indipendenza, la nostra unità. Il presidente non ascoltava la popolazione, deludeva milioni di persone facendo soldi per se stesso, tutti lo sapevano. Le persone hanno affollato le strade per cacciarlo” (e su questo argomento, ci sarebbe molto da discutere, ndr).

Angel Gurria, segretario generale della Organization for Economic Co-operation and Development (OEOD), ha detto che nel 1960 ci fu una pletora di partiti “ed i partiti tradizionali persero i loro piani… A seguito di una società più istruita, più informata, era inevitabile che ci sarebbe stato un cambiamento” (più che istruita ed informata, direi manipolata e indottrinata, ndr).

Ironia della sorte, Gurria ha sottolineato che il governo che 12 anni fa aveva perso, è tornato a riprendere il controllo e questo significa che la democrazia è viva” e sta facendo progressi (la democrazia, in questo caso, sarebbe una democrazia liberalsocialista, progressista e – in essa – non vi vedo nulla di buono, ndr).

Al contrario, la democrazia sta realmente accadendo e la gente sta diventando sempre più esigente, volendo trasformare le istituzioni: e che cosa abbiamo oggi? Quali sono le eredità della crisi? Bassa crescita, il più alto tasso di disoccupazione, le crescenti disuguaglianze. E qual è il risultato? Una massiccia esplosione di fiducia in tutto quello che abbiamo costruito in 100 anni: in presidenti, primi ministri, ministri, partiti politici, multinazionali, sistemi bancari, organizzazioni internazionali” (discorso di stampo socialista: certo è, che se le cantano e se le suonano…, ndr)

La sfiducia delle istituzioni su cui si fonda l’idea di democrazia è che questa democrazia non esprima e non fornisca soluzioni ai miei problemi. Questo è il motivo per cui abbiamo questa perdita di fiducia.”

Gurria ha detto che se i governi “non la consegnano“, la questione diventa una democrazia sbagliata oppure che la democrazia stia generando la pressione, la domanda che ci sia trasparenza e che le persone offrano la qualità di tali servizi. Ed ora, hanno diversi modi per divulgarlo: vanno alle ONG, su internet e sui media“.

Mentre Gurria farnetica su come la democrazia consenta la libertà ai media “e non il contrario“, dice: “I governi non si sono pronunciati su ciò che dovranno fare, che – in definitiva – è meglio. Welfare per l’insieme delle persone, in particolare ai più vulnerabili. E perciò, non confondiamo l’efficienza dei governi e dei mandati di governo con la stessa democrazia.

I politici hanno “ecceduto nelle promesse” di benessere crescita, sapendo di non poter mantenere tale promessa e – contemporaneamente – perché non sono abbastanza competenti per realizzare una crescita economica“.

Giocando con lasoglia di tolleranzadelle masse, realizzando che le società multinazionali e le élite dei ricchi traggano vantaggi sleali sulla maggioranza dei cittadini, il popolo “si accorge che vi è corruzione e che i sistemi di approvvigionamento sono sbagliati, oltre ad accorgersi dei conflitti d’interesse, delle lobbying e delle porte girevoli“. Tutto ciò si trasforma in “rabbia ribollenteche provoca “lo scendere in piazza, ove la gente si comporta in modo molto distruttivo e – chiaramentesocialmente inaccettabile”.

Essenzialmente, la democrazia ha reso possibile” le proteste, le manifestazioni, la privazione dei diritti civili ed il disprezzo per i leader di governo.

Gurria afferma che è in questa fase che le “frange usano la loro libertà in democrazia, per esprimere se stessi nelle mode indesiderate“.

Quando la libertà di parola è manipolata per comprendere le affermazioni sprezzanti sulle minoranze, ci deve essere un equilibrio” relativo alla rispetto degli altri” perché con l’inevitabilità della globalizzazione, con l’invecchiamento delle società, si avrà bisogno di immigrazione e di diversità per far si che le società stesse continuino a funzionare e crescere” (i discorsi socialisti, attraverso i  decenni non sono cambiati: le utopie sono sempre le stesse, ndr).

Il Governatore del Colorado John Hickenlooper ha commentato che la buona democraziapermette di discutere le diversità d’opinione e questo non soddisfa i “nuovi media” che vogliono soluzioni immediate.

Hickenlooper ha detto: “Troppo spesso ora si finisce con una teocrazia le costituenti, i gruppi di interesse si uniscono e bloccano quasi senza alcuno sforzo il progresso. E questo è parte della sfida” (alla faccia della democrazia!, ndr).

Il successo di una democrazia, sempre secondo Hickenlooper, dipende dall’empatia costruita sulla fiducia “la quale porta alle transazioni“.

I flames di estrema polarizzazione del “dibattito politico americano” sono stati alimentati dai media negli Stati Uniti attraverso mezzi come Fox News e CNN“, mentre si sta raffigurando una società che sta andando a sentirsi agli estremi, “rendendo il governo più difficile.

Poichè la disoccupazione altera la psiche di una società demografica, la amara faziosità” degli Stati Uniti – attraverso gli “annunci attacco” – inietta spietatamente la commercializzazione delle politiche. Tali annunci attacco funzionano perché parlano direttamente alle emozioni del pubblico, mentre il loro impiego crea un circolo vizioso di necessità per giustificare entrambe i lati delle posizioni.

Hickenlooper ha spiegato: “Quel che succede con questi annunci attacco è che stiamo diminuendo la categoria del prodotto della democrazia. La gente non ascolta le notizie e non legge più in modo approfondito tali questioni. Accettiamo tutto ciò a nostro rischio e pericolo“.

Con la generazione del nuovo millennio “si leggono solo i titoli dei giornali etroppo spessonon si entra in profondità: cosa necessaria per capire questi problemi“.

Quando nel 1980 i mandati richiedevano la visione estrema presentata nei media, questi si dovevano rispecchiare con la tesi opposta per mantenere il giusto equilibrio della notizia: “la deregolamentazione ha aperto questo straordinario dibattito polarizzato“.

Hickenlooper sostiene che i media abbiano polarizzato i dibattiti e che la libertà di parola sia diventata l’ammonimento.

Ha poi sottolineato come governatori e capi di stato di Messico, Stati Uniti e Canada si sarebbero incontrati nel 2015 per discutere l’inizio della assimilazione di tali paesi. (altro blocco in creazione – simile al blocco della Unione europea – ove sarà necessario per la costituzione del governo mondiale, privo di nazioni, con centralizzazione del potere, totalitario, ndr).

Se l’obiettivo della democrazia è ciò che offre, vi è una difficoltà nell’offrire quell’idea in certe parti del mondo“, come Russia e Medio Oriente.

Il problema è il “costo del fallimento del processo democraticoe la prospettiva dell’ideologia indigena che distrugge ciò che è” (i vari sistemi democratici derivano e sono nientemeno concetti massonici. “Ciò che è”, è socialismo, ndr).

La democrazia diventa un invito per l’inclusione ad un modello economico sostenibile, (DIFFIDARE SEMPRE DALLA PAROLA “SOSTENIBILE“!, ndr) al fine di rendere questo stile di governo una “realtà” (la realtà socialista, ndr).

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