Pubblicato: martedì, 22 luglio 2014

Quando il vero Potere porta un solo Nome: Oggi come Ieri

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Assistiamo ad una confusione delle masse come non fu mai vista in epoche passate. Destra, sinistra, comunista, fascista: parole di uso comune che il nuovo popolo pavloviano ripete senza averne cognizione, sostenendo così lo sporco gioco dei detrattori di questo blocco di storia.image

Tali parole portano ad un solo, reale significato: “movimento gnostico“. Il vero potere nelle mani dei soliti noti che passa attraverso i secoli. Potere che ha sempre deciso come dirigere le azioni dei popoli, proprio ad iniziare dall’uso delle “semplici” parole.

Il termine “movimento gnostico di massa” non è un termine d’uso comune, perciò quando lo si incontra, l’individuo che ne è all’oscuro, si aspetta che lo si vada a definire.

Tutto questo, comunque, non è sempre possibile data la scarsa cultura – non sempre occasionale, ma sovente voluta dai sistemi che la dirottano – delle masse, poiché le ragioni metodologiche delle definizioni del processo analitico avvengono dalla fine e non dall’inizio. E, se l’analisi è stata compiuta con cura, le definizioni non saranno più di così grande importanza perché queste forniranno non più di un sommario del risultato dell’analisi. Per poterlo spiegare, seguirò il metodo aristotelico, illustrando prima il soggetto da esaminare, poi quando questo raggiungerà il livello del senso comune della nostra esperienza, procederò con l’analisi vera e propria.

Chi avrà interesse a capire, leggerà con interesse. Chi non leggerà, resterà chiuso nella gabbia mentale costruita ad hoc dai nostri secolari detrattori, rimanendo parte comune degna degli scrofolosi intellettuali che vogliono convincere del contrario.

Per “movimenti gnostici” si intendono i movimenti come il progressismo, positivismo, marxismo, psicoanalisi, comunismo (madre naturale del socialismo), fascismo e nazionasocialismo. Non trattiamo, comunque, in tutti questi casi con i movimenti politici di massa. Alcuni di essi potrebbero esser caratterizzati più accuratamente come “movimenti intellettuali“: per esempio, il positivismo, il neopositivismo ed alcune varianti della psicoanalisi. Questo pone attenzione al fatto che i movimenti di massa non rappresentano un fenomeno autonomo e che le differenze tra le èlites intellettuali e di massa, non sono forse così grandi come si assume convenzionalmente, se di fatto esistono.

Ad ogni modo, nella realtà sociale, questi due tipologie si fondono. Nessuno dei movimenti citati, iniziano come un movimento di massa: derivano tutti da piccoli gruppi intellettuali. Alcuni di questi, secondo le intenzioni dei loro fondatori, dovrebbero crescere nei movimenti di massa politici, ma non è sempre così, sebbene oggi vediamo sorgere una miriade di “movimenti” intenzionati a livellare le masse di piccoli ignoranti, nella maggioranza dei casi.

Altri, come il neopositivismo o la psicoanalisi, sono movimenti intellettuali che hanno avuto, se non nella forma, almeno il successo dei movimenti politici di massa, nella quale il loro gergo e teorie hanno preso forma nel pensiero di milioni di persone del mondo occidentale, molto spesso senza rendersene conto. Possiamo notarlo nella fissazione della depressione, della spasmodica visione di programmi televisivi che parlano ossessivamente degli stessi “omicidi” da anni, dagli interventi nei social con “esimi” luminari del settore.

Un breve riassunto del positivismo comtiano ci potrà servire da esempio rappresentativo di come questi movimenti intellettuali e di massa siano connessi.

Il positivismo fu un movimento intellettuale che iniziò con Saint-Simon, con Comte ed amici. Fu inteso dai suoi fondatori come diventare un movimento di massa a livello mondiale. Tutta l’umanità avrebbe dovuto comporre la comunione della congregazione positivista sotto la leadership spirituale del “fondateur de la religion de l’humanité” (religione naturalista dell’uomo). Comte provò ad entrare in corrispondenza diplomatica con Nicola I, con il Generale Gesuita e con il Gran Visir, allo scopo di incorporare nel positivismo i russi ortodossi, la Chiesa cattolica e l’Islam.

Strana cosa che qualcosa di simile accada pure oggi, vero? Sebbene questi grandiosi piani fallirono, qualcosa di significativo fu raggiunto.

Crearono potenti movimenti positivisti, specie in sud America e – a tutt’oggi – la repubblica del Brasile porta sulla sua bandiera il motto comtiano: “Ordine e Progresso“.

Il positivismo impegnò in Europa le menti migliori e le impegna tutt’ora. Influenzò decisamente John Stuart Mill e l’eco della visione della storia comtiana la possiamo ancora sentire nella filosofia di Max Weber, Ernest Cassirer e Edmund Husserl.

Infine, l’intero mondo occidentale può ringraziare Comte per la parola “ALTRUISMO” (il socialismo si confonde troppo spesso con questa parola): il sostituto secolare-immanente di “AMORE“, il quale viene associato erratamente alla Cristianità.

ALTRUISMO è la base concettuale di una fratellanza dell’uomo senza un padre. Nel caso del positivismo, la persona che ne conosce i significati, VEDE CHIARAMENTE dove vogliano andare a convergere i problemi circa i movimenti intellettuali e di massa. Sfatiamo dunque le cretinate di “teorie del complotto” che hanno ragione d’esistere soltanto nelle povere menti prive di qualsiasi fondamento concettuale storico e politico.

Processo chiarificatore

Abbiamo posto il soggetto della domanda a livello del senso comune. Dobbiamo ora procedere nel chiarire ulteriormente il grado nel quale i movimenti citati, possano essere caratterizzati come “gnostici“.

Di nuovo, non è possibile dare una definizione, ma soltanto alludere alle istanze storiche.

Lo gnosticismo fu un movimento religioso dell’antichità. Possiamo confermare che sia stato approssimativamente contemporaneo al Cristianesimo. Così contemporaneo, infatti, che si assunse per lungo tempo che la gnosi coinvolse non più dell’eresia cristiana. Questo concetto, oggi, è andato perduto. Benché non ci siano origini gnostiche che possiamo datare con certezza prima della nascita di Cristo, le terminologie e le influenze gnostiche sono in realtà così chiaramente riconoscibili in S.Paolo che esse debbano derivare da un potente movimento esistente prima ancora del suo tempo. Strana cosa che, oggi, le lobbies socialiste vogliano distruggere la figura di S.Paolo, non trovate?

Sulla continuità storica dello gnosticismo dall’antichità ai tempi moderni, permettetemi di dire che le connessioni nello sviluppo delle sette gnostiche da quelle del Mediterraneo orientale antico, attraverso i movimenti dell’Alto medioevo, fino a quelle della Riforma e del Rinascimento occidentale, sono state sufficientemente chiarite per permettermi di parlare di continuità.

Ancora più importante per il nostro scopo delle definizioni e questioni del genere, sono le caratteristiche dalle quali potremo riconoscere i movimenti gnostici come tali. Permettetemi quindi di elencare le sei caratteristiche che, prese assieme, rivelano la natura dell’attitudine gnostica:

1) si deve innanzitutto rilevare che lo gnostico è insoddisfatto della sua situazione (da qui l’ossessione del progresso). Questo, in se, non è sorprendente. Ognuno di noi non sarà completamente soddisfatto di un aspetto piuttosto che un altro, nella situazione in cui potremmo trovarci.

2) abbastanza incomprensibile è il secondo aspetto dell’attitudine gnostica: la convinzione che gli inconvenienti della situazione, possano essere attribuiti al fatto che il mondo sia intrinsecamente mal organizzato. Per essa è altresì possibile credere che l’ordine dell’essere che ci è dato dall’uomo (ovunque la sua origine sia da ricercarsi) sia buono e che noi esseri umani siamo inadeguati. Queste idee le troviamo oggi, quando le lobbies ambientaliste dichiarano l’uomo esser la causa della distruzione della terra: il che NON È VERO ed è solamente una fantasia della religione naturista relativa all’utopismo religioso della dea Gaia. Ma gli gnostici non sono inclini a scoprire che l’essere umano in genere ed ESSI STESSI, in particolare, siano inadeguati. Se in una data situazione, qualcosa è come non dovrebbe essere, allora la colpa sarà trovata nella malvagità del mondo.

3) la terza caratteristica è credere che il salvarsi dai mali del mondo, sia possibile.

4) da tutto questo, nasce il credo che l’ordine dell’essere dovrà essere CAMBIATO nel processo storico. Ecco svelato a molti il significato di “NUOVO ORDINE MONDIALE“. Da un mondo infelice, quello felice si dovrà evolvere storicamente. Ecco svelato a molti il significato di “RICERCA DELLA FELICITÀ“.  Questo assunto non è del tutto evidente, poiché la soluzione cristiana potrebbe anche esser considerata – cioè, che il mondo attraverso la storia rimarrà così com’è e che il compimento salvifico si realizzerà attraverso la grazia nella morte.

5) con questo quinto punto, veniamo al carattere gnostico in senso stretto: il credere che un CAMBIAMENTO nell’ordine dell’essere risieda nel regno dell’azione umana, che questo atto salvifico sia possibile attraverso gli stessi sforzi dell’uomo.

6) se è possibile, tuttavia, così in modo da lavorare su un CAMBIAMENTO strutturale nel dato ordine dell’essere, tanto da ritenerci soddisfatti di come quello perfetto, allora il compito dello gnostico diventa il voler ricercare ossessivamente la formula per tale CAMBIAMENTO. Quante volte al giorno si sente la parola CAMBIAMENTO? È la ripetizione ossessiva della formula gnostica per livellare le masse pavloviane al pensiero che ho appena esposto. Conoscenza – gnosi – del metodo di alterare l’essere umano, è la preoccupazione centrale dello gnostico.

Con questa sesta caratteristica dell’attitudine dello gnostico, perciò, potremo riconoscere la costruzione di una formula salvifica per se e per il mondo, tanto quanto la prontezza di uscir fuori al momento giusto come un profeta che vuol proclamare la sua sapienza circa la salvezza del genere umano. Facendoci caso, tutto questo sta avvenendo sotto ai vostri occhi, in una forma o nell’altra, parlando di economia o di ambientalismo: non importa, il fine è uguale.

Queste sei caratteristiche, quindi, descrivono l’essenza dell’attitudine gnostica. In una variante o nell’altra, esse si possono trovare in ciascun movimento citato.

Simbolismo

Per la sua appropriata espressione, l’attitudine gnostica ha prodotto un ricco e multiforme simbolismo nei moderni movimenti di massa. È così esteso da non poterlo descrivere in questo articolo. Quindi, andrò a descriverne i più importanti. Permettetemi di iniziare con quel complesso di simboli i quali si possono riconoscere come modifica dell’idea di perfezione Cristiana.

Quest’idea rappresenta l’intuito che l’umana natura non trova pienamente in questo mondo, ma soltanto nella visio beatifica, nella soprannaturale perfezione attraverso la grazia nella morte. Poiché, dunque, non c’è nessun appagamento in questo mondo, la vita cristiana sulla terra prenderà la sua forma speciale in una prossima vita. Ha la forma di sanctificatio, la santificazione della vita. Possiamo distinguere due componenti nella idea di perfezione cristiana. La prima componente, è quella del movimento verso il traguardo di perfezione, il quale lo troviamo descritto come “santificazione della vita” ovvero Puritanesimo, per nozione “progresso del pellegrino“. Come movimento verso un traguardo, viene riferito essere come un componente teleologico. Inoltre, il traguardo, il TELOS verso il quale il movimento è diretto, viene inteso come perfezione ultima. E poiché il traguardo è uno stato di alto valore, questo secondo componente è detto axiologico. I due componenti – teleologico ed axiologico – furono identificati da Ernst Troeltsch.

L’idea di perfezione dei movimenti gnostici di massa deriva dal Cristianesimo.

Secondo i componenti che ho appena descritto, ci sono per principio tre possibili derivazioni. Nella PERFEZIONE GNOSTICA, la quale è supposta venir passare nel mondo storico, i componenti teleologici ed axiologici, possono essere immanentizzati entrambe separatamente o assieme. Per chi ha pazienza di comprendere, riporto un paio di esempi dei tre tipi di immanentizzazione.

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Il primo tipo di derivazione, il teleologico, appartiene al progressismo in tutte le varianti. Quando questo componente sarà immanentizzato, l’enfasi principale dell’idea politico-gnostica rimane davanti al movimento, sul movimento verso un traguardo di perfezione in questo mondo. Questo traguardo non ha bisogno di essere compreso precisamente: può consistere in non più che un’idealizzazione di questo o di quell’aspetto della situazione, ma considerato PREZIOSO dal pensatore in questione.

Per esempio, nelle idee di progresso del secolo XVIII di Kant o Condorcet, assieme a queste varianti teleologiche di gnosi.

Secondo l’idea di progresso kantiana, l’umanità si sta MUOVENDO (ecco la nozione di MOVIMENTO) in un approccio senza fine, verso l’obiettivo di una perfetta, razionale esistenza in una società cosmopolita. Per dar credito a Kant, devo dire che fu capace di trovare nel progresso senza fine del genere umano, nessun tipo di salvezza per l’uomo individuale e che la rilevanza del progresso per la realizzazione della persona, pertanto, fu piena di dubbi pure per lui.

Condorcet fu meno paziente di Kant. Scelse di non lasciare la perfezione dell’uomo al progresso senza fine della storia, ma perfino di accelerarlo attraverso un direttorio di intellettuali. Per chi ha seguito le vicende contemporanee, potrà aver notato il rinforzo del governo nell’aggiungere ulteriori “savi” per dirigere le questioni politiche: sono certa che nessuno abbia capito il reale significato. Purtroppo, sono in pochi a comprendere i movimenti della scienza politica.

Ad ogni modo, tornando a Condorcet, la sua idea progressista con ciò, ha un approccio al terzo tipo: lo sforzo ATTIVISTA verso la perfezione. Ora, qualcuno comprende cosa significhi davvero ATTIVISTA? Possiamo notare come i nuovi “movimenti” sorti in quest’ultima epoca, amino definirsi ATTIVISTI: molti inconsapevolmente, altri – quelli in posizioni di maggior rilievo – ben consapevoli di ciò che in realtà fanno e sono.

Questi tre tipi di derivazione raramente si trovano in pura forma nei pensatori individuali gnostici, ma solitamente in combinazioni molteplici.

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Nel secondo tipo di derivazione, l’axiologico, l’enfasi dell’idea cade nello stato di perfezione nel mondo. Le condizioni per un perfetto ORDINE SOCIALE sono ben descritte e funzionano in dettaglio, assumendo la forma di un’immagine ideale. Tale immagine fu abbozzata da Thomas More nel suo libro “Utopia“. Ma il disegno di perfezione non ha sempre bisogno di funzionare perfettamente come in quello di More.

Sono molto più comuni quelle raffigurazioni di un desiderabile stato finale che vengono dipinte come negative in un qualche male specifico del mondo. Un elenco di questi mali è piuttosto familiare fin dall’antichità: fu scritto nell’Esiodo.

Principalmente, comprende povertà, malattia, morte, la necessità del lavoro e problemi sessuali. Queste sono le categorie principali del peso dell’esistenza, ai quali corrispondono i modelli di società, offrendo una liberazione specifica da una malattia o altro.

Le incomplete nozioni di perfezione di questo genere le possiamo chiamare IDEALI, allo scopo di distinguerle dai modelli completi del genere UTOPISTA.

Dietro agli IDEALI, perciò, ci sarebbero inclusi frammenti di utopia, tali come la nozione di una società senza la PROPRIETÀ PRIVATA o di quella della liberazione dagli oneri del lavoro, malattia o ansietà tipicamente marxisti, socialcomunisti.

Queste sono caratteristiche dell’intera classe di questi derivati axiologici che indicano comparabilmente un’immagine lucida dello stato auspicabile, ma che concernono appena vagamente i suoi reali significati.

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Nel terzo tipo di derivazione, i due componenti sono immanentizzati assieme ed è presente sia la concezione dell’obiettivo finale, sia la consapevolezza dei metodi per i quali il tutto sia portato avanti. Scriverò del caso di questo terzo tipo, come di un MISTICISMO ATTIVISTA.

Dietro al misticismo attivista troviamo principalmente i movimenti che discendono da Auguste Comte e Karl Marx. In entrambe i casi, troviamo una relativamente chiara formulazione dello stato di perfezione:

in Comte, uno stato finale di società industriale dietro la regola temporale dei managers è la regola spirituale dei positivisti intellettuali;

in Marx, uno stato finale di un regno di libertà senza classi.

In entrambe i casi, troviamo chiaramente la via alla perfezione: per Comte, attraverso la trasformazione dell’uomo nella sua forma più elevata, l’uomo positivista. Per Marx, attraverso la rivoluzione del proletariato e la trasformazione dell’uomo nel superuomo comunista.

Privi di una benché minima nozione politico-scientifica, di studi approfonditi sulla storia delle idee politiche, del concettualismo reale delle parole che i detrattori fanno volutamente usare alle masse non solo povere di spirito, ma vuote intellettualmente, sarà davvero difficile comprendere le varie fasi e tecniche di ingegneria sociale – vecchie come il mondo – relative il blocco storico del periodo in cui viviamo oggi.

È davvero fin troppo semplice portar per mano gli stolti, illudendoli di voler costruire un mondo privo di dolore, di voler regalare la felicità a tutti i popoli, di acclamare la fine delle guerre, quando – queste guerre – le fomentano proprio quelli che ci portano per mano

Inoltre, l’idea dominante di questi movimenti settari, viene portata avanti attraverso i secoli, lungo i decenni, dal Rinascimento alla Riforma: i loro leaders furono paracleti posseduti dallo spirito di Dio ed i loro seguaci furono gli “homines novi“.

La nozione di Dante di un “dux” del nuovo regno, riemerge nuovamente nel periodo del nazionalsocialismo e nel fascismo. Esiste una letteratura tedesca ed italiana, nella quale Hitler e Mussolini spesso vengono glorificati come i leaders “predetti” da Dante.

Dal secolo XVIII nacque un nuovo simbolo, quello del “superuomo“, che iniziò a prender posto davanti alle vecchie categorie settariste. L’espressione, coniata da Goethe nel Faust, verrà usata nel secolo XIX da Marx e Nietzsche per caratterizzare l’UOMO NUOVO del Terzo Regno.

Oggi, nel secolo XXI, chi abbiamo come pensatore intellettuale alle nostre spalle? Non ce ne serve uno, dato il basso livello culturale nel quale ci hanno lentamente condotti.

La nuova forma di pensiero è il web, ovvero la “RETE“: quella trappola mentale in cui le nuove generazioni stanno cadendo, prede inconsapevoli del mortale vortice digitale, costituito da bugie, inganni e – come ultimo traguardo – al controllo totale sull’uomo.

Benvenuti nel Nuovo Ordine Mondiale.

 

STUDI & APPROFONDIMENTI basati su Eric Voegelin.

BIBLIOGRAFIA:

Thomas Molnar, “L’Utopie éternelle hérésie” [vedi]
R.J. Isaac, “The Coercive Utopians” [vedi]
Anni di Guerra“, Eric Voegelin [VEDI]
Il Mito del Mondo Nuovo“, Eric Voegelin [VEDI]

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