Pubblicato: domenica, 28 Aprile 2013

Crisi di Cipro: Le Sette Conseguenze Civili e Politiche di un Falso Salvataggio Finanziario

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Antonio de Artini

La prima conseguenza della crisi finanziaria e dell’accordo notturno conseguito è che abbiamo  ormai tutti capito che le banche che falliscono a Nord del 42 parallelo vengono salvate ( Irlanda). Quelle a Sud vengono fatte messe alla stanga, previo ricatto come quello compiuto dal rappresentante BCE Jörg Asmussen che ha minacciato di bloccare la liquidità se i Ciprioti non avessero ceduto. La BCE ha usato lo stesso sistema con il Portogallo – primavera 2011 – per convincerlo ad accettare l’assistenza finanziaria. Questa volta però, hanno dovuto cedere parte del bottino ed hanno perso credibilità, che per una banca è tutto.cyprusFF

La seconda conseguenza è che la famosa regola della par condicio creditorum  ossia delle pari guarentigie per gli aventi diritto, vale per tutti ma non per gli stranieri – specie se russi e se avrebbero difficoltà a far causa – che posseggano cifre importanti non depositate in banche anglosassoni.

La terza conseguenza è che per far subire le perdite agli azionisti, è sufficiente prendere i clienti, trasformarli  in un giorno di chiusura bancaria e per decreto, in obbligazionisti e scaricare su loro le perdite della banca.

La quarta e più interessante conseguenza: per i cittadini di Cipro il futuro non cambia: per un buon paio di anni ottenere un credito ( o un posto di lavoro)  da una banca sarà impossibile e poiché le attività prevalenti a Cipro sono il turismo – che richiede credito – e l’impiego in banca – su cui non conterei –  ecco che l’operazione salvataggio di Cipro è riuscita, ma saranno i Ciprioti a non sopravvivere.

La quinta conseguenza è che  a Cipro, ci saranno presto tante attività e  case in vendita a pochi, pochissimi euro. Che ne dite di una villetta sul mare con quattro camere da letto, bagni, giardino e gazebo a quarantacinquemila trattabili? O preferite attendere il secondo anno quando i prezzi saranno più ragionevoli?

Le sesta conseguenza è che Estonia a parte, ( di fatto integrata nell’economia tedesca da anni)  non ci sarà più alcun paese disposto a credere nell’Euro e nella promessa di benessere dell’Europa. Il mito della moneta unica era legato a quello del benessere. Senza  il benessere, del mito dell’Europa cosa resta? Barroso?

La settima conseguenza è che sono ormai in molti e in più paesi a mettere in discussione le politiche di austerità  come metodo per raggiungere l’equilibrio di bilancio e in moltissimi a chiedersi se valga la pena pagare un prezzo così alto per avere una moneta unica che conviene solo a quattro partners su diciassette, mentre altri dieci non partecipano.

Cipro è il quinto paese dell’area Euro ad ottenere un aiuto comunitario per far fronte alla crisi. I paesi  con  relativamente pochi abitanti e superfici,  sono finiti, il prossimo paese, in termini di dimensione, è la Spagna che pare abbia già  deciso di vender cara la pelle: ha rifiutato gli aiuti fino a che non sono stati concessi alle sue banche, ma senza ” collaterali” dello Stato. la Spagna è anche l’unico stato che alla elezione del Presidente dell’Eurogruppo, Dijsselbloem , ha votato contro il candidato della Germania, rompendo la tradizionale unanimità. Potrebbe essere l’embrione di una intesa mediterranea lanciata dai paesi latini, volta a salvaguardare, assieme al benessere, il nostro stile di vita, separandoci dalla moneta unica se non si unificano anche i deficit. Se il prossimo governo italiano non capisce questo elemento politico di base, non ne usciremo più per anni.

Sia chiaro che non c’è nessuna congiura (qui potrei non essere d’accordo, ndr). Esistono delle lobbies ben organizzate, specie inglesi, che riescono a manovrare in modo da ottenere  dalla Commissione più denari di quanti ne versi il paese di appartenenza. Esistono delle classi dirigenti inette  e provinciali, incapaci di pensare a livello continentale, che non sono riuscite a ottenere quanto ci spettava in termini di Fondi Europei e che  vanno mandate a casa anche se si chiamano Fabrizio Barca.

La Germania, isolata,  è sempre più odiata a livello popolare in tutto il Continente. La cancelliera Merkel è preoccupata, ma non demorde. È pronta a sacrificare fino all’ultimo briciolo di simpatia verso il popolo tedesco per avere un voto in piu a settembre. Il  destino di un popolo disciplinato sembra quello di essere  periodicamente sacrificato da capi senza scrupoli alle loro ambizioni. la Germania paga il prezzo di aver perso il  tradizionale partner francese  con cui dirigeva l’unione dal 1967 e di aver cercato di  rimpiazzarlo con una nullità come Monti. Due paesi che totalizzano centocinquanta milioni di abitanti sono un direttorio politico. Da soli, certe cose non si possono fare e Olanda  e Finlandia  non fanno  proprio il peso.

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