Pubblicato: sabato, 2 Febbraio 2013

Vogliono Portarci Verso una Totale Distruzione Monetaria come Accadde in Germania

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Oggi abbiamo la necessità di un aumento del volume di denaro. Ancor più, di sovranità monetaria. Ad ogni modo, il volume di denaro dovrebbe esser aumentato fino a quando i livelli dei prezzi delle materie prime, saranno saliti al punto tale da coprire i costi di produzione e lasciare un margine di onesto profitto ai produttori di materie prime: finchè il reddito nazionale non sarà sufficiente nel portare la struttura legittima obbligazionaria privata in sospeso e finchè non si fornisca sufficiente occupazione per quelli che vorranno lavorare. Non solo i “giovani“, come vi stanno martellando l’idea nella testa, ma TUTTI. Indistintamente.

Dopo aver raggiunto tale livello, il flusso di denaro dovrebbe esser aumentato solo come aumenterebbe l’effettiva produzione fisica della ricchezza. Una volta che il livello dei prezzi raggiungesse il tetto necessario, ulteriori emissioni di denaro dovrebbero avvenire solo quando aumenterebbe la produzione fisica. Altrimenti, avrà luogo un ulteriore ed indesiderabile aumento dei prezzi.reichtsbank

Il sistema finanziario italiano potrebbe esser regolato entro pochi mesi per raggiungere il prezzo richiesto delle materie prime e per assorbire i disoccupati: TUTTI, ripeto. Non solo i “giovani“.

Per meglio comprendere, vorrei narrarvi la storia di quel che successe in Germania e di quello che – probabilmente – accadrà in Italia se il popolo italiano non si risveglierà dal torpore mediatico indotto, iniziando a prendere il controllo del sistema monetario che è nelle mani di internazionalisti anti-patriottici.

La prima guerra mondiale finì nel 1918. Il 31 marzo 1919 (poco prima della conferenza di “pace” e della firma del trattato di Versailles), i livelli dei prezzi della Germania erano più alti solo del 117%: non più di quanto non lo fossero prima dell’inizio della Prima guerra mondiale. Questo aumento dei prezzi fu più contenuto rispetto a quanto avvenne negli USA. Il debito pubblico della Germania – a partire dall’inizio della Prima guerra mondiale fino al 31 marzo 1919 – ebbe un aumento di 130MLD di Marchi. In termini di dollari, sarebbero circa 30MLD. Gli Stati Uniti aumentarono il proprio debito pubblico per un importo analogo.

La struttura finanziaria tedesca non si trovava in nessuna condizione per giustificare la distruzione della moneta, se non quella dell’intenzione pianificata con i prestatori di denaro internazionali.

Secondo i termini del Trattato di Versailles, praticamente tutto d’oro della Germania fu portato via, assieme al 75% dei depositi di ferro minerale e miniere. Inoltre, portarono via tutte le sue colonie e circa il 25% di altre proprietà fisiche.

I termini del trattato furono diabolici. In realtà, diretti a distruggere il popolo tedesco. Dal momento della firma del trattato nel giugno 1919 fino agli inizi del 1922, i poteri monetari internazionali che erano controllati dalla Reichsbank e dal governo tedesco, si stavano manipolando per ottenere il controllo della proprietà fisica reale in Germania.

Arrivarono al punto di cambiare drasticamente le leggi bancarie della Germania, in modo tale da poter prendere in prestito dalla Reichsbank importi illimitati ed acquistare la proprietà fisica con la consapevolezza che – successivamente – il prestito avrebbe potuto essere rimborsato con moneta senza valore (vi ricorda qualche cosa, tutto questo? Non è forse quello che sta accadendo attualmente?, ndr)

Per darvi l’idea del volume di moneta che produssero in Germania, basterà solo osservare quello che accadde al livello dei prezzi. Vorrei ricordare che – durante la guerra – i livelli dei prezzi tedeschi non fu aumentato tanto quanto lo fecero negli Stati Uniti.

Nel 1920 il livello dei prezzi in Germania aumentò del 1500% rispetto al livello prebellico. Nel 1921 raggiunse il 3500% rispetto al livello prebellico. Nel 1922 fu del 147,000% rispetto al livello prebellico e dal 23 ottobre – quando la valuta perse completamente il suo valore – fu del 709MLD% rispetto al livello prebellico.

In altre parole, gli internazionalisti predatori stamparono marchi privati ​​e li immisero nel flusso di denaro con lo scopo dichiarato di distruggere il sistema monetario della Germania. Tutto ciò, significò la distruzione di tutte le polizze assicurative e di tutte le ipoteche di proprietà reali del popolo tedesco.

I banchieri internazionali (gli stessi di oggi, ndr) si erano già preparati. Ottennero il controllo fisico della proprietà e poterono così pagare i prestiti – molti dei quali furono manipolati attraverso la privata Reichsbank – con i soldi senza valore.

Quello che successe in Germania fu definito erroneamente INFLAZIONE. Non fu un’inflazione tedesca. Fu una questione d’inflazione di denaro privato, perpetrata da intriganti internazionali. L’inflazione non fu un’inflazione dei soldi del governo. Fu un’inflazione delle banconote private della Reichsbank. I funzionari della Reichsbank – un’istituzione privata – furono responsabili per l’emissione di moneta in volume sufficiente a distruggere l’intera struttura bancaria e rendere senza valore tutto il denaro della Germania.

La stessa cosa accadrà senza dubbio in Italia ed in tutti gli Stati europei, se la gente continuerà a permettere che il sistema monetario venga manipolato da coloro che ne hanno il completo controllo negli ultimi venti anni.

Ne trarranno profitto proprio come fecero con la Germania, acquisendo il possesso delle proprietà fisiche. Con la distruzione del sistema monetario, cesseranno di esistere anche gli unici diritti per la protezione dell’individuo, della sua proprietà, dei suoi diritti civili e religiosi.

Chiunque si vorrà erudire e/o indagare sulla distruzione della valuta “tedesca” o della sua rivalutazione francese ed italiana nel 1920,  dovrebbe leggere “Foreign Currency and Exchange Investigation Conducted by Gold and Silver Inquiry of the United States Senate” ai sensi della Risoluzione 469 del 67° Congresso. Questo documento non è più in stampa, ma lo potete trovare in alcune librerie.

Che dire?

Alla fine, studiare un po’ di storia, aprirà gli occhi su svariate tematiche contemporanee. Questa non perché si ripete, ma perché chi ne manovra i fili e la gestisce ha le stesse finalità ed obiettivi portati a lungo termine. Svegliatevi e spegnete la TV che manipola i vostri cervelli!

<< Fatevene una cazzo di ragione >>.

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