Pubblicato: sabato, 22 settembre 2012

USA: Obama Trasferisce all’Esercito tutti i Poteri in Materia di Terrorismo. E’ la Fine dello Stato di Diritto

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Il presidente USA Barack Obama ha firmato un incredibile legge che trasferisce all’esercito ogni competenza in materia di persecuzione del terrorismo e prevede la possibilità di imprigionare i sospetti terroristi a tempo indeterminato e senza processo.

Il progetto di legge sulla Difesa (National Defense Authorization Act)  da 662 miliardi di dollari, approvato dal Senato lo scorso 15 dicembre,  nega ai cittadini statunitensi i loro diritti costituzionali chiudendo  la lunga storia dello Stato di diritto negli Stati Uniti. Lo stesso fatto è successo in Europa con il Trattato di Velsen (EUROGENDFOR). Strani parallelismi: un caso oppure la stessa agenda da seguire?

Il piano prevede finanziamenti per il personale e l’arsenale  dell’esercito, ma anche aiuti al Pakistan e sanzioni alla Banca Centrale iraniana. Non solo. Permette anche la detenzione di sospetti terroristi a tempo indeterminato, negando il diritto al processo.

La norma, contenuta nel pacchetto sui nuovi finanziamenti al  Dipartimento della Difesa, rischia di porre quello che un tempo veniva  chiamato il Paese dei diritti e delle libertà, dove il diritto ad un  processo, anche se farsesco e manipolato, è sempre garantito dalle  leggi.

Certo, esistono molti Paesi dove lo Stato imprigiona, tortura, uccide  per poi nascondere i suoi crimini. Ma in nessuno di essi esiste un  sostanziale ergastolo senza processo come quello approvato dal Senato e  firmato dal presidente degli Usa.

Basterà il sospetto, senza la necessità di una decisione del giudice,  senza valutazione delle prove, senza diritto di difesa. Barack Obamacolui al quale fu improvvidamente assegnato un nobel per la pace, pur  avendone il potere, non ha posto il veto alla nuova legge.

Con la nuova legge, la competenza a perseguire i sospetti terroristi  passerà interamente nelle mani dei militari, con un sostanziale  esautoramento delle funzioni dell’FBI.
La nuova legge rappresenta anche la concretizzazione del sogno di Bin Laden, trasformare l’America in un Paese che rinnega il meglio della sua storia e tradisce le sue comunque parziali conquiste di civiltà.

Ma c’è chi è già pronto a giustificare nuovamente il Presidente: la  norma è stata inserita dalla maggioranza repubblicana in Senato nel  pacchetto di finanziamento della Difesa. L’esercizio del diritto di veto toccherebbe l’intero pacchetto mettendo a rischio il budget della Difesa statunitense. Tra compromettere il funzionamento della Difesa e  salvaguardare i diritti dei sospetti terroristi, Obama non poteva che  scegliere il male minore. Obama sosterrà di non aver avuto altra scelta e di essere pronto a  impegnarsi per convincere il Congresso ad abolire queste nuove norme non appena possibile.

Un’altra menzogna, perché ci sarebbe stato comunque il tempo per il  Senato per approvare nuovamente il pacchetto di misure dopo il veto  presidenziale e perché sarà impossibile fare un passo indietro con  questa maggioranza parlamentare repubblicana e con le elezioni  presidenziali alle porte.

Ma in fondo, alle prossime elezioni presidenziali gli americani avranno  la scelta tra lui ed un rivale repubblicano probabilmente ancora meno  affidabile. In fondo un Presidente democratico che si sposta a destra è  storicamente destinato alla rielezione, anche se una legge come questa  difficilmente potrebbe definirsi semplicemente di destra senza offendere una tradizione fatta anche di grandi Presidenti ben piu’ rispettosi  della libertà individuale di quanto si sia dimostrato Barack Obama.

Il Presidente Obama, l’uomo che aveva promesso di chiudere Guantanamo,  ha permesso che quella prigione illegale divenisse un insulto permanente alla storia americana.

I media americani stanno affrontando con un basso profilo l’incredibile  legge, preferendo dedicarsi alle Primarie repubblicane, alla crisi  economica ed ai soliti scandaletti politici. LA STESSA COSA AVVIENE IN ITALIA.

Le testate cosiddette  liberal preferiscono eludere l’argomento, ma la polemica infuria su blog e social network dove si ricorda che la misura contrasta clamorosamente con quinto e sesto emendamento della Costituzione americana.

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