Pubblicato: giovedì, 16 agosto 2012

Derivati colpevoli della Crisi: potrebbero distruggere l’intero Sistema Finanziario Globale

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Ieri sera su Twitter ho avuto un insolito scontro con un utente dove tentava di convincere con la storiella dei derivati. La stessa storiella che si potrà leggere o vedere sui media nazionali e che sarà utile solo a chi vorrà mantenere la propria mente cristallizzata per rimaner così in uno stato vegetativo assoluto.

Sono molto preoccupata per le persone circa la tendenza nel cedere totalmente ai martellamenti mediatici che ci vogliono affibbiare a tutti i costi. Ma sembra che questa narcosi piaccia e sia un trend che – alla fine – si rivelerà essere molto pericoloso per tutti. Vedremo quando i narcotizzati si desteranno.

La maggior parte delle persone non hanno idea che Wall Street sia diventata un gigantesco casinò finanziario. Le grandi banche di Wall Street stanno facendo decine di miliardi di dollari l’anno nel mercato dei derivati e nessuno nella comunità finanziaria vuole che la festa finisca.

La parola “derivati” sembra così complicata e tecnica, ma la sua comprensione non è poi così difficile. Un derivato è essenzialmente un modo elegante per dire che è stata fatta una scommessa.
Originariamente, queste scommesse furono progettate per coprire il rischio, ma oggi il mercato dei derivati si è sviluppato in una montagna di diversa speculazione che tutto il mondo non ha mai visto prima. Le stime nozionali del valore del mercato mondiale dei derivati vanno dai 600.000 miliardi di dollari fino a 1,5 quadrilioni di dollari.

Teniamo presente che il PIL di tutto il mondo è un qualcosa stimato come in 65MLD di dollari. Il pericolo per il sistema finanziario globale rappresentato dai derivati è così grande che lo stesso Warren Buffet una volta li ha definiti “armi finanziarie di distruzione di massa“. Ed io concordo perfettamente.
Per ora, i poteri finanziari che esistono, stan cercando di mantenere altalenante questo casinò. Ma sarà inevitabile che – ad un certo punto – tutto questo bel casino crolli. Quando succederà, affronteremo una crisi dei derivati che potrebbe davvero andare a distruggere l’intero sistema finanziario globale.

La maggior parte delle persone non parla molto dei derivati perché semplicemente non li capisce o pensa di capirli.

Dal momento in cui su Twitter si hanno a disposizione i soli “140 caratteri” è piuttosto difficile tentar di spiegare al meglio un funzionamento di un qualsiasi sistema. E – personalmente – odio essere riduttiva su questi temi piuttosto rilevanti. In special modo, quando si capta che il soggetto con cui stai interloquendo abbia una certa stizza che risulta piuttosto antipatica da sostenere e dalla quale si percepisce quel sapore lievemente provocatorio. Ecco dunque che – forse – un paio di definizioni sarebbero utili da leggere e conoscere.

Siccome sono solita a realizzare i miei articoli indicando anche le fonti ufficiali, qui sotto vi riporto un pezzo di articolo di Bloomberg circa la definizione sui derivati:

da BLOOMBERG

I derivati sono strumenti finanziari utilizzati per la copertura del rischio o per la speculazione. Sono derivati da azioni, obbligazioni, prestiti, valute e materie prime o legati ad eventi specifici come cambiamenti climatici o tassi di interesse.

Come avete letto, la parola chiave è “speculazione“. Oggi la gente a Wall Street sta speculando su qualsiasi cosa si possa immaginare.

Quel che segue è il modo in cui Investopedia definisce i derivati….

da INVESTOPEDIA

Un titolo il cui prezzo dipende o deriva da una o più attività di fondo. Il derivato stesso è solo un contratto tra due o più parti. Il suo valore è determinato dalle fluttuazioni dell’asset di fondo. Le attività di fondo più comuni includono azioni, obbligazioni, materie prime, valute, tassi di interesse ed indici di mercato. La maggior parte dei derivati è caratterizzata da un alto leveraggio.

Un derivato non ha un suo valore di fondo. Un derivato è – essenzialmente – una “scommessa laterale” (definizione che prendo dal sistema di gioco del casinò perchè hanno probabilità di vincita bassissime: proprio come nei derivati). Di solito, queste scommesse laterali sono fortemente indebitate.

A questo punto, tali scommesse han portato totalmente fuori controllo il mondo finanziario. Le scommesse laterali sono state fatte su qualsiasi cosa si possa immaginare e – le principali banche di Wall Street – stanno facendo un sacco di soldi proprio da questo. Questo sistema è quasi interamente non regolamentato ed è totalmente dominato dalle grandi banche internazionali.

Negli ultimi due decenni, il mercato dei derivati si è moltiplicato di dimensione e provate a chiedervi “come mai”. Tutto va bene fino a quando il sistema rimane in equilibrio. Ma una volta che esce dal suo equilibrio, potremmo assistere ad una serie di crolli finanziari che nessun governo al mondo sarà in grado di risolvere.

La quantità di denaro di cui si sta parlando è assolutamente sconcertante. Graham Summers della Phoenix Capital Research stima che il valore nozionale del mercato globale dei derivati sia si 1,4 quadrilioni di dollari e – in un articolo per Seeking Alpha – ha cercato di mettere quel numero in prospettiva. Come vedete, cerco di fornire più fonti ufficiali possibili proprio per non dover incorrere in false accuse e sproloqui vomitati a titolo gratuito da oscuri personaggi che spesso aleggiano su Twitter, allo scopo di propagare quanto più possibile la disinformazione (o falsa informazione).

da SEEKING ALPHA

Se si aggiunge il valore di ogni azione del pianeta, tutta la capitalizzazione borsistica sarebbe circa di 36 trilioni di dollari. Se fai lo stesso processo per le obbligazioni, si otterrebbe una capitalizzazione di mercato di circa 72000MLD di dollari.

Il valore nozionale del mercato dei derivati è di circa 1,4 quadrilioni di dollari.

Mi rendo conto che il numero suona come un qualcosa alla Looney tunes, quindi cercherò di metterlo in prospettiva.

1,4 quadrilioni di dollari è più o meno:

40 VOLTE IL MERCATO AZIONARIO DEL MONDO

10 VOLTE il valore di OGNI AZIONE e di OGNI BOND SUL PIANETA

23 VOLTE il PIL MONDIALE

E’ difficile capire quanti soldi siano un quadrilione.

Se iniziate a contare da questo momento a un dollaro al secondo, ci vorrebbero 32 milioni di anni per contare fino a un quadrilione di dollari.

Ebbene si. I ragazzi di Wall Street sono andati completamente e totalmente fuori controllo.

In un eccellente articolo fatto sui derivati, Webster Tarpley descrive il ruolo fondamentale che questi ora giocano nel sistema finanziario mondiale. Già. Sempre e solo media esteri, vero? Certo, vi rispondo. In quelli nazionali non esistono verità!

articolo WEBSTER TARPLEY

Lungi dall’essere una qualche attività arcana o marginale, i derivati finanziari son giunti a rappresentare il business principale dell’oligarchia finanziaria a Wall Street, la City di Londra, Francoforte e diversi centri monetari. Uno sforzo concertato è stato fatto dai politici e dai mezzi di informazione per nascondere e camuffare il ruolo centrale svolto dalla speculazione dei derivati nei disastri economici degli ultimi anni.

Giornalisti ed addetti alle relazioni pubbliche hanno fatto tutto il possibile per evitare anche di citare i derivati, coniando frasi come “asset stossici“, “strumenti esotici” e – soprattutto – “assets problematici” come nel Troubled Relief Program o attività TARP alias il mostruoso piano di salvataggio da 800.000MLN di dollari dagli speculatori di Wall Street che è stato emanato nel mese di ottobre 2008 con il sostegno di Bush, Henry Paulson, John McCain, Sarah Palin ed i democratici di Obama.

La maggior parte delle persone non se ne rende conto, ma i derivati sono stati al centro della crisi finanziaria del 2008.

E lo saranno quasi certamente nella prossima.

Per molti, il campanello d’allarme c’è stato quando si è rivelato che Bank of America aveva spostato una grossa fetta di derivati dalla sua unità bancaria fallita Merrill Lynch Investment al suo braccio depositario. Che cosa vuol dire?

Per spiegarlo meglio, riporto un articolo pubblicato su The Daily Bail dove spiega bene come i contribuenti degli Stati Uniti potrebbero finire nei guai. Questo non vale solo per gli USA – naturalmente – ma per tutto il resto del mondo, dal momento in cui è Wall Street che tiene le redini.

da THE DAILY BAIL

Ciò significa che l’esposizione della banca europea di investimento dei derivati ora è protetta dai contribuenti americani. Bank of America non ha ottenuto una regolare approvazione per fare questo: lo hanno fatto su richiesta delle controparti allarmate. Ora la Fed e la FDIC si battono sul fatto che questo fosse risaputo. La Fed vuole “dar sollievo” alla compagnia della holding bancaria, la quale è sotto forte pressione.

Si tratta di un trasferimento diretto di rischio per il contribuente, svolto dalla banca senza l’approvazione da parte dei regolatori e senza contributo pubblico.

Quindi, se ne è forse sentito parlare al telegiornale? Probabilmente no.

E – probabilmente – non lo sa nemmeno il “dotto” interlocutore in cui mi sono scontrata di ieri sera su Twitter.

Oggi, il valore nozionale di tutti i derivati detenuti da Bank of America è di circa 75 trilioni di dollari. JPMorgan Chase è in possesso di strumenti derivati per un valore nozionale di circa 79 trilioni di dollari. È difficile concepire anche di tali figure.

Anche questo è difficile da concepire.

In questo momento, le banche con la massima esposizione ai derivati sono JPMorgan Chase, Bank of America, Goldman Sachs, Citigroup, Wells Fargo e HSBC Bank USA.

Morgan Stanley ha pure un’esposizione tremenda ai derivati.

Avrete notato che queste sono solo alcune delle banche “troppo grandi per fallire”. Le più grandi banche statunitensi, ma non solo, continuano a crescere e continuano ad avere maggior potere.

Nel 2002, le prime 10 banche americane controllavano il 55% delle attività bancarie in tutti gli Stati Uniti. Oggi, le prime 10 banche americane ne controllano il 77%.

Queste banche hanno avuto un così grande potere che, se crollassero, il nostro intero sistema finanziario imploderebbe.

Si pensava di aver imparato la lezione nel 2008 e che avremmo fatto sicuramente qualcosa, ma – invece – abbiamo permesso quel “troppo grandi per fallire” delle banche a diventare più grande che mai. E abbastanza nel far quello che vogliono.

Qualche tempo fa, il New York Times ha pubblicato un articolo dal titolo “A Secretive Banking Elite Rules Trading in Derivatives“. Tale articolo espone come il controllo con pugno d’acciaio che le banche “troppo grandi per fallire” esercitano sulla negoziazione di strumenti derivati. Basta considerare il seguente estratto da questo articolo:

da NEW YORK TIMES

Il terzo Mercoledì di ogni mese, i nove membri di una élite societaria di Wall Street si riuniscono nel centro di Manhattan.

Gli uomini condividono un obiettivo comune: tutelare gli interessi delle grandi banche nel vasto mercato dei derivati, uno dei più redditizi e controversi – nel campo della finanza. Condividono anche un segreto comune: i dettagli delle loro riunioni e le loro identità che sono strettamente confidenziali.

Quindi, quali istituzioni sono rappresentate in queste riunioni?

Ebbene, secondo il New York Times, sono coinvolte le seguenti banche: JPMorgan Chase, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Bank of America e Citigroup.

Perché sempre quegli stessi cinque nomi sembrano continuino ad apparire di volta in volta?

Purtroppo, queste cinque banche versano denaro nelle campagne dei politici che le han sostenute nei salvataggi nel 2008 e che sapranno nuovamente come tirarle fuori dai guai nelle successive crisi finanziarie.

Quelli che difendono il commercio selvaggio dei derivati che si sta svolgendo attualmente, rivendicano che Wall Street tenga conto del rischio per tutti e suppongono che le banche di emissione saranno sempre in grado di coprire tutti i contratti derivati che scrivono (ieri sera ho avuto la sensazione netta che si volessero osannare i derivati come fossero una benedizione anzichè una speculazione).

Ma questo è un presupposto errato. Basta guardare AIG nel 2008. Quando il mercato immobiliare crollò, AIG era dalla parte sbagliata in un enorme numero di contratti derivati e sarebbe “sballata” senza quei salvataggi giganteschi da parte del governo. Se i salvataggi di AIG non fossero avvenuti, Goldman Sachs ed un sacco di altra gente sarebbe rimasta lì con un sacco di carta senza valore. E proprio questa è la paura delle holding: con il MES avrebbero potuto effettuare qualsiasi salvataggio, ma per il momento non possono attuare le norme che avevano studiato a tavolino. E – speriamo – non possano più attuarle!

Tornando ai salvataggi ed alla crisi, è inevitabile che la stessa cosa accadrà di nuovo. Tranne che – la prossima volta – tutto questo potrebbe essere su una scala molto più grande.

Quando “la casa” va a “fallire”, tutti perdono. I governi di tutto il mondo potrebbero intervenire e cercare di salvare tutti, ma la realtà è che quando il mercato dei derivati è completamente crollato, non ci sarà alcun governo al mondo con abbastanza soldi per mettere tutto di nuovo assieme.

E’ alle porte una crisi terribile dei derivati.

È solo questione di tempo.

Restate in allerta per una qualsiasi menzione dei “derivati” o del termine “crisi dei derivati” nelle notizie. Anche se temo non saranno notizie nazionali.

Quando arriverà la crisi dei derivati, le cose inizieranno ad andare a pezzi molto rapidamente.

Come spesso lo definisco: “TARGET-3” è alle porte.

Ah! Attenzione ai disinformatori su Twitter

SHOCK PROGRAMSHOCK ECONOMY: Come far crollare l’autodeterminazione

Rischio di default mondialeDerivati finanziari e rischio di default mondiale

NON E’ CRISI, E’ TRUFFASalvatore Tamburro: NON E’ CRISI, E’ TRUFFA

 

Note su Autore

admin

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Ci sono 3 Comments
Hai scritto
  1. […] rosso a causa delle scommesse laterali che fanno anche sulla vecchietta che attraversa la strada (derivati). Tanto da acquistare aerei M-346 per Israele, grazie a Berlusconi ed alla Legge Quadro 17-05-2005 […]

  2. […] Derivati colpevoli della Crisi: potrebbero distruggere l'intero Sistema Finanziario Globale […]

  3. […] Affinché tutto ciò funzioni in modo soddisfacente, sorge, a partire dagli anni ‘70, la necessità di una politica di deregolamentazione del sistema finanziario. Le misure adottate promossero lo sviluppo esponenziale delle banche d’investimento e di nuovi strumenti finanziari (derivati). Questo ha generato grandi reti finanziarie senza controlli né ostacoli giuridici o fiscali. Il capitale finanziario ricorre negli ultimi decenni all’espansione esponenziale del credito per finanziare il proprio “gioco d’azzardo” per il futuro. Tutto ciò si traduce in un’espansione esponenziale dei titoli nei mercati finanziari, sostenuta su una piramide di credito rovesciata, senza crescita della ricchezza reale alla base. (http://www.gamerlandia.net/?p=20917) […]

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