Pubblicato: martedì, 17 luglio 2012

ADUSBEF invita gli italiani a costituirsi parte civile contro Standard & Poor’s Financial Services: Fateci un pensierino. Molti nostri MALI nascono da là

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TRIBUNALE PENALE DI TRANI

Atto di Costituzione di parte civile della parte offesa,

nel procedimento penale Nr. 3942.11 R.G.N.R.

Io sottoscritto _________________________, nato a ________________ il __ / ___ / _____ e residente a ____________________ in via/p.zza ___________________, telefono ___________ Posta elettronica ________________, CITTADINO ITALIANO, iscritto all’ ADUSBEF1 e, dunque, persona offesa nel procedimento PENALE NR. 3942.11 R.G.N.R.

PREMESSO

Che il Sen. Dott. Elio LANNUTTI, presidente dell’ADUSBEF, ed il Dott. Rosario TREFILETTI, nell’estate del 2010, hanno presentato una prima denuncia, a cui ne seguivano altre sempre a firma Lannutti – Trefiletti, dalla quale hanno preso le mosse le inchieste sulle agenzie di rating, coordinata dal pm Dott. Michele RUGGIERO con il procuratore capo Dott. Carlo Maria CAPRISTO della Procura di Trani;

Chenell’atto di conclusione di indagine, i magistrati accusano, tra l’altro, i vertici delle agenzie di “manipolazione del mercato, continuata e pluriaggravata“: aggravata anche dalla “rilevante offensività” dei comportamenti “perché commessi in danno dello Stato sovrano italiano“;

Che il procuratore generale della Corte dei Conti, Dott. Angelo Raffaele DE DOMINICI, ha aperto un’istruttoria sui rapporti diffusi da Moody’s e Fitch tra maggio e novembre 2011 sul debito pubblico italiano, quantificando il possibile danno erariale provocato dai report nella somma delle manovre finanziarie dello scorso anno: 120 miliardi di euro;

Che, a maggior ragione, ogni Cittadino Italiano, sulle cui spalle è concretamente gravato il peso di dette manovre tradottesi in un aggravio fiscale e delle future ripercussioni economiche derivati da detti illegittimi comportamenti, è legittimato a richiedere i danni morali e materiali subiti ad opera dei fatti accertati con il presente atto,

Che ogni investitore in titoli italiani ha subito un considerevole danno da detto turbamento dei mercati,

DICHIARA di costituirsi

a norma degli artt. 74 e ss. c.p.p., come in effetti, con il presente atto si costituisce, come effettivamente con questo atto si costituisce,

parte civile

nel processo penale n. 3942.11 R.G.N.R. R.G.N.R. della Procura della Repubblica presso il Tribunale di TRANI, rubricato a carico di:

DEVEN SHARMA — presidente della Standard & Poor’s Financial Services

YANN LE PALLEC— Managing Director Head of Insurance Rating Londra

EILEEN ZHANG(Associate Director, Sovereign Ratings) dipendente di S&P Europe a Londra

FRANKLIN CRAWFORD GILL(Senior Director of European Sovereign Ratings)

MORITZ KRAEMER (Managing Director European Sovereign Ratings)

e/o di ogni altro soggetto che sarà ritenuto responsabile dei reati ascrittigli, in relazione al delitto di manipolazione del mercato continuata e pluriaggravata previsto e punito dagli artt. 110 — 81 cpv. — 185 co. 1 e 2 D. Lgs. 24/2/1998 n. 58 — 61 n. 7 c.p. (art. 185: Manipolazione del mercato: “Chiunque diffonde notizie false o pone in essere operazioni simulate o altri artifizi concretamente idonei a provocare una sensibile alterazione del prezzo di strumenti, finanziari, è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro ventimila a euro cinque milioni), nonché di altri ed eventuali,perché, dipendenti apicali dell’Agenzia Standard & Poor’s esercente attività di rating (attività con cui l’Agenzia formula e rilascia valutazioni sul merito creditizio/affidabilità creditizia di un’entità emittente titoli di debito fungendo, così, da intermediaria di informazioni tra gli investitori e coloro — come gli Stati sovrani — che emettono titoli di debito), nelle qualità rispettivamente di presidente mondiale e responsabile per l’Europa dell’Agenzia (Sharma e Le Pallec responsabili dell’organizzazione e gestione dell’attività di rating,), nonchè di analisti “senior” del debito sovrano (Zhang, Gill e Kraemer: fautori delle attività di rating del debito sovrano anche italiano, oltre che di quelle altre attività ad esse connesse, quali le previsioni di medio, lungo e breve termine: c.d “outlook” e “credit watch”: attività di valutazione della solvibilità, ossia del rischio di credito dell’entità emittente titoli di debito), in concorso fra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso ed in tempi diversi (compresi tra il maggio 2011 ed il gennaio 2012), “ponevano in essere una serie di artifici” (di seguito partitamente evidenziati) — tanto nell’elaborazione, quanto nella “diffusione” (comunicazione ai Mercati Finanziari) dei “rating” sul debito sovrano italiano “concretamente idonei a provocare”: 1) una destabilizzazione dell’immagine, prestigio e affidamento creditizi dell’Italia sui mercati finanziari nazionali ed internazionali; 2) una sensibile alterazione del valore dei titoli di Stato italiano, segnatamente un loro deprezzamento); 3) un indebolimento della moneta italiana ed europea “Euro”. Attraverso i descritti “artifici”, anche a carattere “informativo” (posti in essere in occasione delle iniziative adottate dall’Agenzia e di seguito partitamente descritte) – costituenti condotte solo in apparenza lecite, ma effettivamente illecite (ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 185 TUF) per come combinate fra loro, con modalità e tempi accuratamente pianificati – fornivano intenzionalmente ai Mercati finanziari (quindi agli Investitori) un’informazione tendenziosa e distorta (come tale, anche “falsata”) in merito all’affidabilità creditizia italiana ed alle iniziative di risanamento e rilancio economico adottate dal Governo italiano, per modo di disincentivare l’acquisto di titoli del debito pubblico italiano e deprezzarne, così, il valore. Artifici consistenti: a) in fase di elaborazione dei “rating”: nell’affidare le attività di analisi del debito sovrano italiano, nonché quelle ad esse connesse (e summenzionate) – attività ufficialmente riconducibili agli analisti “senior” e apicali Zhang, Gill e Kraemer (che ne assumevano formalmente la paternità) – ad analisti (non identificati) inesperti ed incompetenti (con conseguente violazione dei canoni di cui al Regolamento comunitario 1060/2009 in materia di attività di rating: canoni prescrittivi, fra l’altro, di trasparenza, metodologie rigorose e qualità adeguata delle analisi e delle informazioni ai Mercati); b) in fase di diffusione dei “rating”: nel comunicare ai Mercati finanziari analisi/previsioni/declassamenti inerenti la Repubblica Italiana (sempre di segno negativo) non già – come da Regolamento comunitario 1060/2009 – in maniera “tempestiva”, bensì in maniera “selettiva e mirata” in relazione ai momenti di maggiore criticità della situazione politico-economica italiana, con una tempistica diretta – per un verso – ad amplificare gli effetti negativi di analisi/previsioni/declassamenti inerenti l’Italia e – per l’altro – a minare l’affidabilità creditizia del Paese. In particolare: 1) il venerdì 20 maggio 2011 divulgavano in un report l’avvenuto “taglio” dell’outlook del debito sovrano dell’Italia da stabile a negativo (“Republic af Italy Outlook Revised to Negative On Risk Of Persistent High Debt Ratto; “A+/A-1 +”), diffondendo non contestualmente/tempestivamente, ma solo il successivo lunedì 23 maggio 2011 (giorno di riapertura dei mercati), un ulteriore report esplicativo delle “motivazioni” del “taglio” dell’outlook (“Why we revised the Outlook on Italy To negative”): valutazioni artificiosamente comunicate/diffuse ai Mercati con una tempistica sfalsata e tale da generare sui mercati una volatilità ed un’incertezza che (con)causava sensibili perdite su titoli azionari, obbligazionari e titoli di Stato nazionali. Detti giudizi negativi “diffusi” dall’Agenzia erano, peraltro, da ritenere – nel merito – infondati e tendenziosi (forieri, dunque, di informazioni false ai Mercati) giacchè in contrasto con i dati macroeconomici ufficiali menzionati dal Ministero dell’Economia in data 21/5/2011 con il comunicato stampa n. 72; 2) il giorno venerdì 1 luglio 2011, poco dopo le ore 13.00 (dunque, a mercati “aperti” ed a contrattazioni in corso), elaboravano e divulgavano una nota (“Despite Announced Austerity Measures, Italy Still Faces Substantial Risks to Debt Reduction”) che, con l’artificio di diffondere valutazioni negative sulla manovra finanziaria correttiva presentata dal Ministro dell’Economia prima ancora che il testo della stessa fosse reso ufficiale e pubblicato in Gazzetta Ufficiale (condotta che determinava l’intervento della CONSOB), determinavano ulteriori turbolenze sul mercato dei titoli di Stato italiani, con pericolo concreto di deprezzamento degli stessi; 3) il giorno lunedì 5 dicembre 2011 (ossia all’indomani della conferenza stampa domenicale tenuta dal Presidente del Consiglio prof. Mario Monti per presentare un programma di riforme strutturali, arginare l’ondata di sfiducia montata nei giorni precedenti sui Mercati finanziari nei confronti dell’Italia e fornire così, ad inizio di settimana, un segnale positivo agli investitori) ponevano il c.d. “credit watch negativo” sull’Italia, così adottando un ulteriore “artificio” temporale-informativo (quello di preannunziare il declassamento – pur senza decretarlo – in un momento storico particolarmente critico del Paese, di “ripartenza” agli occhi della Comunità internazionale) concretamente idoneo a predispone negativamente i mercati finanziari, nonostante l’intervenuto cambio di leader alla guida del Governo e le riforme strutturali preannunziate (in conferenza stampa); 4) il giorno venerdì 13/1/2012 operavano il declassamento/taglio del rating (di ben due gradini, c.d. “notch”: da “A” a “BBB+”) del debito sovrano della Repubblica Italiana, confermando outlook negativo alla stregua di argomentazioni incoerenti e incongruenti sia rispetto alle motivazioni poste a base del precedente declassamento dell’Italia del 19 settembre 2011 (declassamento da A+ ad A, fondato prevalentemente su valutazioni di carattere non economico, segnatamente sulla condizione di “stallo” politico del Paese: “stallo” superato nel novembre 2011 con il cambio alla guida del Governo e l’effettivo avvio delle riforme strutturali preannunziate il 4/12/2011), sia per l’intervenuto sensibile calo dello spread tra i titoli di debito italiani e i Bund tedesci); così facendo, adottavano l’ennesimo “artificio informativo” concretamente idoneo a predispone negativamente i mercati finanziari ed a provocare una sensibile alterazione del prezzo dei titoli di Stato (alterazione effettivamente registrata dall’aumento dello “spread” – a seguito della notizia del declassamento – da 482 punti base a 505 punti base).

Fatti da ritenere aggravati sia ai sensi dell’art. 185 cpv. T.U.F. perché di “rilevante offensività” (giacché commessi in danno dello Stato sovrano italiano), sia ai sensi dell’ art. 61 n. 7 c.p. per avere cagionato alla Repubblica Italiana un danno patrimoniale di rilevantissima gravità ed in particolar modo dei suoi cittadini, investitore e non, un danno patrimoniale e non patrimoniale di rilevantissima gravità.

Riservo la quantificazione del danno nel corso del procedimento ed entro i termini di legge.

DICHIARO

di nominare mio procuratore speciale l’Avv. Antonio TANZA, Vicepresidente di ADUSBEF (ASSOCIAZIONE DEGLI UTENTI SERVIZI BANCARI E FINANZIARI) Onlus, nato a Lecce il 04 giugno 1961, con studio in BARI alla via Principe Amedeo n. 164 (Studio LAUDADIO- fax 0836.631656 – pec antoniotanza@pec.it
o adusbef@studiotanza.it
) e di ivi eleggere il proprio domicilio processuale
, affinchè detto procuratore mi assista e difenda costituendomi (redazione atto, sottoscrizione e deposito, arringhe ed oltre ogni ulteriore attività processuale occorrenda) parte civile nel procedimento penale n. 3131.10 pendente presso il Tribunale Penale di Trani, tanto nella fase dinanzi al Giudice delle Indagini Preliminari, che in primo che in secondo grado ed altresì davanti alla Suprema Corte, nei confronti di uno o più degli imputati, come indicati nell’ “Avviso all’indagato della conclusione delle indagini preliminari e informazione di garanzia”.

Conferisco all’uopo al nominato procuratore ogni e più ampia facoltà di legge, niuna esclusa o eccettuata, con facoltà altresì di nominare altri avvocati e procuratori e di farsi sostituire da altri avvocati e procuratori con pari poteri, compresa la facoltà di farsi sostituire da altro professionista per tutte le attività relative al deposito dell’atto di costituzione di parte civile e le successive formalità.

Ratifico, fin da ora il Suo operato e quello dei Suoi sostituti e degli altri eventuali da Lui nominati.

Il procuratore come sopra nominato è altresì autorizzato, ai sensi della L. 196/03, a utilizzare i dati personali riferiti per la difesa dei diritti dalla comparente e a organizzarli in modo che gli stessi risultino correlati all’incarico conferito ed al perseguimento delle finalità di cui al mandato ed a comunicare ai colleghi i dati con l’obbligo di rispettare il segreto professionale e di diffonderli esclusivamente, nei limiti strettamente pertinenti all’incarico conferito.

Il sottoscritto è informato di poter esercitare, relativamente a tali dati personali, i diritti di cui all’art. 7 del Dlgs 196/2003 (Codice sulla Privacy) ed esprime il proprio consenso al trattamento dei predetti dati esonerando anche ADUSBEF, con sede in Roma alla via Farini n. 62, da qualsiasi responsabilità.

Si allega alla presente fotocopia della Carta d’Identità.

______________, ___/ _____/ 2012    firma   __________________

1ADUSBEF (ASSOCIAZIONE DEGLI UTENTI SERVIZI BANCARI E FINANZIARI) Onlus,Associazione Difesa Consumatori e Utenti Servizi Bancari Finanziari Assicurativi e Postali è iscritta, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 5, legge 30 luglio 1998 n. 281, nell’elenco delle associazioni di tutela degli interessi dei consumatori ed utenti rappresentative a livello nazionale, con decreto del Ministero dell’Industria del 27 ottobre 1999, pubb. in G.U. del 4/11/99. ADUSBEF (Associazione Degli Utenti Servizi Bancari E Finanziari) Onlus, per statuto, promuove ed assicura la tutela, sul piano informativo – preventivo, contrattuale e giudiziale – risarcitorio, dei fondamentali diritti: a) di natura economico – patrimoniale, quali il diritto alla correttezza, trasparenza ed equità nella costituzione e nello svolgimento dei rapporti contrattuali concernenti beni e servizi, con particolare riguardo ai servizi finanziari e creditizi, per la prevenzione e tutela dal fenomeno sociale dell’usura, in armonia con le finalità di cui alla L. 7 marzo 1996 n.108 (Disposizioni in materia di usura), e successive modificazioni ed integrazioni; b) di natura informativo – divulgativa, quali il diritto ad una adeguata informazione e ad una corretta pubblicità, nonché il diritto alla promozione e allo sviluppo dell’associazionismo libero, volontario e democratico tra i consumatori e tra gli utenti; c) di natura sociale generale, quali il diritto alla tutela della salute, alla sicurezza e alla qualità dei prodotti dei servizi, alla erogazione di servizi pubblici secondo standard di qualità ed efficienza, con particolare riguardo al servizio sanitario, al servizio postale, alla funzione pubblica di vigilanza prudenziale e controllo del credito, delle assicurazioni, del mercato mobiliare, del servizio farmaceutico, dei trasporti, delle telecomunicazione e servizi, nonché in materia urbanistica ed edilizia.

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