Pubblicato: sabato, 14 luglio 2012

Homburg: l’Euro non ha nessuna possibilità di sopravvivere

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Stefan Homburg, economista, professore universitario ed euroscettico della prima ora, intervistato da Focus.de, attacca il fondo ESM e si lancia in una previsione: l’Euro non ha nessuna possibilità di sopravvivere.

 

Invito alla protesta contro la politica di salvataggio per l’Euro: l’economista Stefan Homburg lancia dure accuso contro il fondo di salvataggio ESM – e mette in guardia dai rischi illimitati per il contribuente tedesco.

 

Focus: Herr Homburg, l’ESM è incostituzionale?

 

Homburg: Credo che l’ESM sia evidentemente incostituzionale, perché svuota i poteri del parlamento in materia di bilancio e in questo modo viola i principi democratici. Storicamente la democrazia moderna si è fondata sulla legge di bilancio. Il potere del parlamento in materia di bilancio, che include un diritto a decidere e uno a controllare, deve essere pertanto considerato il cuore del principio democratico. Il trattato ESM limita i poteri decisionali del Bundestag: le azioni di salvataggio secondo la nostra esperienza sono sempre urgenti, e una partecipazione del Bundestag alle decisioni urgenti è da escludere. Inoltre, il potere di controllo del Bundestag viene completamente eliminato: non c’è alcuna possibilità di decidere sull’utilizzo del denaro dei contribuenti tedeschi, gestito attraverso il fondo ESM.

 

Focus: E’ necessario un voto popolare sul trattato ESM?

 

Homburg: Se i poteri in materia di bilancio del parlamento e il principio democratico dovessero essere eliminati – come ci chiede una parte del mondo finanziario e i loro portavoce nel mondo dei media – è necessario presentare al popolo una nuova costituzione, su cui si dovrà poi votare

 

Focus: Almeno economicamente l’ESM ha senso?

 

Homburg: La stragrande maggioranza degli economisti considera i salvataggi bancari, che vengono rivenduti ai cittadini come salvataggio degli stati, sbagliati. Venti anni fa c’era accordo sul fatto che l’autonomia di bilancio nazionale e i bail-out erano incompatibili. Per questo la legge attuale impedisce azioni di salvataggio – anche se i capi di governo hanno violato in piu’ occasioni questi principi. Se 2 anni fa ci si fosse attenuti al divieto di bail-out, la Grecia sarebbe diventata insolvente e come molti altri stati prima di lei avrebbe ristrutturato il proprio debito. In mancanza di nuovo credito il paese avrebbe avviato un duro programma di risparmio. Spagna e Italia avrebbero visto questo esempio come un avvertimento e sarebbero state piu’ prudenti. L’ESM mette fuori gioco questa autodisciplina. Istituzionalizza la violazone della clausola di no bail-out, imposta degli incentivi sbagliati e ci porta sempre piu’ a fondo nel pantano della Schuldenunion (unione del debito). Spagna e Italia negli ultimi 4 anni, nonostante tutta la propaganda, non hanno ridotto i loro tassi di consumo, li hanno invece aumentati. Ora sono sull’orlo della bancarotta.

 

Focus: Che cosa propone invece?

 

Homburg: Una politica di bilancio indipendente richiede un divieto di bail-out. Con l’ESM si va nella direzione opposta. Questa Schuldenunion (unione del debito) prima o poi fallirà.

 

Focus: Ma l’Euro non richiede una politica finanziaria europea comune?

 

Homburg: La combinazione attuale di una moneta unica, autonomia di bilancio, e unione del debito non è sostenibile: tutti la pensano in questo modo. Non si potrà rinunciare alla autonomia di bilancio, perché i tedeschi non sono pronti per trasferire a Brussel le decisioni in materia fiscale e pensionistica. Anche per i francesi e gli irlandesi non è certamente concepibile. Senza la condivisione delle entrate e delle uscite piu’ importanti una unione fiscale sarebbe inefficace.

 

Focus: Tutto dovrebbe continuare come prima?

 

Homburg: No. Perchè il divieto di bail-out prima è stato ammorbidito e poi rimosso, e perchè una piena unione fiscale è irrealistica, c’è solo una logica conseguenza: l’abbandono dell’unione monetaria.

 

Focus: Una rottura dell’Euro non sarebbe estremamente costosa?

 

Homburg: Poiché l’Euro come appena detto non ha nessuna possibilità di sopravvivere, i costi per la rottura della moneta unica ci saranno comunque, prima o poi. Questi costi non sono rilevanti per la decisione. Molto piu’ importante: i costi saranno tanto piu’ alti, quanto piu’ a lungo aspetteremo. Nel contesto attuale nessuna impresa investe nei paesi in crisi, gli stati restano intrappolati nella recessione. In questo modo permangono i deficit, e i debiti che la Germania deve garantire crescono senza sosta.

 

Focus: Che cosa succede alla quota tedesca del fondo ESM se un altro paese non paga piu’?

 

Homburg: La quota tedesca può crescere oltre i 190 miliardi a 3 condizioni. Primo, se altri paesi lasciano la zona Euro – come Finlandia o Italia. Secondo, se gli altri paesi non contribuiscono, perchè sono in bancarotta. In questo caso la quota tedesca cresce automaticamente. Terzo, vi è una norma nascosta nel trattato ESM, secondo cui si potrà richiedere un aumento illimitato nel caso in cui il fondo emetta obbligazioni. A tale proposito la garanzia tedesca non è limitata a 190 miliardi né a 700 miliardi di Euro: la verità è che per la nostra garanzia non esiste nessun limite superiore.

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