Pubblicato: giovedì, 12 luglio 2012

LETTERA APERTA A SUSANNA CAMUSSO

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LETTERA APERTA A SUSANNA CAMUSSO
di Antonio Bassi
Giovedi 12 Luglio 2012
Gentile Susanna Camusso,

 

Sul Corriere di oggi leggo le seguenti parole, da lei pronunciate in riferimento ad alcune dichiarazioni di Monti che descrive la concertazione come l’origine di tutti i mali: “prendere lezioni di democrazia da chi è cooptato e non si è misurato col voto è un po’ imbarazzante per il futuro democratico del Paese” e aggiunge: “farlo poi nella platea delle banche e degli interessi bancari, dentro questa grande crisi, meriterebbe un pò di riflessione”. Parole incoraggianti, anche se non abbastanza forti in paragone alla forza delle misure fiscali e dei tagli della Spending Review. E siamo solo all’inizio, poi arriverà il MES, che non e’ una malattia.

 

In Spagna assistiamo proprio in questi giorni all’aumento dell’IVA e al taglio drammatico delle tredicesime agli statali, che già non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese. Stessa cosa verrà applicata presto anche in Italia, con buone probabilità; cosa succederà a chi subirà questi tagli e ha un mutuo sulla casa? La perderà e le banche se la rivenderanno al migliore offerente. Il recente taglio alla Sanità effettuato dal Governo Monti, due miliardi (di euro) in meno nel 2014, non consentirà l’erogazione dei servizi ai cittadini.

 

Recentemente è stata resa pubblica una lettera della BCE a Mario Monti (rimasta segreta per diverso tempo) in cui la banca dà direttive assai precise al Primo Ministro di un paese sovrano (o semi-sovrano nel nostro caso). Non sono un esperto in legge ma suona molto strano che una banca europea abbia il potere di dare direttive politiche ed economiche al Primo Ministro di una nazione sovrana. Il tutto avviene con grande naturalezza e alla luce del sole, come se questa politica che soverchia la sovranità del popolo fosse ormai accettata come l’unica via d’ uscita da una crisi invincibile.

 

Il passaggio di potere dal vecchio Governo al nuovo è avvenuto senza elezioni in seguito alle dimissioni di Berlusconi, peraltro ingiustificate sulla carta, ed e’ stato dichiarato necessario per fronteggiare la grave crisi che avrebbe portato il nostro Paese nel baratro. Come lei sa, questa giustificazione non regge. La Procura di Trani ha indagato l’agenzia di rating Moody‘s in seguito alla denuncia presentata da due imprenditori; le indagini hanno portato a cinque indagati e vanno avanti. La declassazione subita dall’Italia per mano di Moody‘s ha giustificato l’ascesa vertiginosa dello spread e il passaggio di potere nelle mani di una persona che, udite udite, ha lavorato per Moody’s come Senior Advisor, oltre che per grandi istituti finanziari come consigliere internazionale (Goldman Sachs, Coca Cola) ed è membro della Trilateral Commission e del Bilderberg Group. Poi ci scandalizziamo del conflitto di interessi di Berlusconi.

 

Insomma, lei sa bene dove ci stia portando questa strada: allo smantellamento del sistema sociale che il mondo ci invidia e alla bancarotta, che giustificherà la svendita a privati e banche dei nostri beni e delle nostre ricchezze. L’Euro si rivela finalmente per quello che è veramente: una fregatura premeditata.

 

Gentile Segretario, non sto a dilungarmi su cosa si può fare e su come farlo. Le dico solo una cosa: lei è a capo di una organizzazione sostenuta da migliaia di cittadini, chi ha orecchie intenda. Gli scioperi non servono più con la gente che ci comanda adesso, ci vogliono azioni diverse e ben più efficaci ma possono essere perpetrate solo da una massa popolare forte e compatta guidata da persone competenti che sanno come muoversi. E non parlo di manifestazioni nelle piazze che portano inevitabilmente alla guerriglia e alla strumentalizzazione. Le dico anche che moltissimi oggi sono coscienti della realtà dei fatti e non credono più ad una parola di quello che leggono sui giornali o che sentono dalle bocche dei giornalisti e dei politici, e tutte queste persone inermi e sparpagliate stanno aspettando che qualcuno li trasformi in fieri difensori della Democrazia e li guidi in una battaglia vera (pacifica) in difesa dei diritti, delle libertà e della identità nazionale che gli Italiani si sono conquistati con il sangue e a cui non sono disposti a rinunciare per colpa dello “spread“. La invito caldamente a riflettere su queste parole. Il sindacato, difensore dei deboli da sempre, ha una chance per riacquistare la fiducia della gente e trasformarsi in una nuova forza garante della libertà e dei diritti che un manipolo di squallidi banchieri vogliono portarci via in nome del profitto e del potere.

 

Con stima,

un cittadino Italiano

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