Pubblicato: venerdì, 22 giugno 2012

Mario Monti: abbiamo una Settimana per Salvare la Zona Euro

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Il primo ministro italiano avverte che non c’è spazio per il fallimento nei colloqui tra moneta unica dei quattro grandi paesi.

Mario Monti ha messo in guardia sulle conseguenze apocalittiche del fallimento in occasione del vertice della prossima settimana dei leader europei, delineando una spirale potenziale di morte che potrebbe minacciare il futuro politico ed economico dell’Europa.

Il leader italiano tiene colloqui con il cancelliere tedesco Angela Merkel, il presidente francese, François Hollande ed il primo ministro della Spagna, Mariano Rajoy nella speranza che la moneta unica dei quattro grandi paesi possa aprire la strada per una svolta decisiva nella riunione della prossima settimana .

Parlando al Guardian e ad un gruppo di importanti giornali europei, Monti dice che, senza un risultato positivo al vertice, “progressivamente, non ci sarebbero i maggiori attacchi speculativi sui singoli paesi, con vessazioni nei confronti dei paesi più deboli”.

Gli attacchi sarebbero concentrati non solo su coloro che non avevano rispettato le direttive CEE, ma anche su quelli come l’Italia che si dice abbia rispettato le regole, ma che “portano con sé il debito alto del passato”.

Monti avverte: “Gran parte d’Europa dovrebbe continuare a sopportare tassi di interesse molto elevati che, alla fine, avrebbero un impatto sugli stati ma anche indirettamente, sulle imprese. Questo è l’esatto opposto di ciò che è necessario per la crescita economica” [Davvero? E tu, cosa hai fatto fino ad oggi per la crescita economica?].

Delineando il risultato di un fallimento, dice che “a fronte di una paralisi economica strisciante, la frustrazione del pubblico verso l’Europa potrebbe crescere, creando un circolo vizioso. Per emergere in buona forma da questa crisi della zona euro e dell’economia europea, l’integrazione è sempre più necessaria” [Integrazione di che cosa?], dichiara Monti. Tuttavia, se il vertice non è riuscito a risolvere i problemi in modo rapido, “l’opinione pubblica, ma anche quella di governi e parlamento, si rivolterà contro a questa grande integrazione [Non è necessario essere professori per capirlo]”.

Monti dice che potrebbe vedere gli inizi del processo “anche nel Parlamento italiano, che è sempre stato pro-europeo e non loè più” [Ci mancherebbe!]. Ha fatto per ore osservazioni sul suo predecessore, Silvio Berlusconi, riconoscendo che il suo partito fu dissanguato a causa del suo sostegno alle misure impopolari di bilancio del governo Monti ed ha parlato apertamente, per la prima volta, del vantaggio elettorale che potrebbe derivare dal siluramento a Monti in un gabinetto di tecnocrati.

Monti segnala che i leader chiave della zona euro stavano lavorando su un piano volto ad arrestare la diffusione del contagio del debito, pur rispettando il rifiuto all’irresponsabilità della sanzione pecuniaria della Germania. Il piano – ha detto – era uno degli esiti “assolutamente necessari” del vertice della prossima settimana.

Il primo risultato – continua – sarebbe un chiaro segno della volontà ulteriore per l’integrazione della zona euro “in modo tale che gli europei sappiano dove stanno andando [Fino ad oggi sappiamo bene dove ci state portando!]… [e] i mercati sono convinti che [Chi sono sti cazzi di mercati?] – dopo aver dato alla luce l’euro – la volontà [degli Stati membri] per renderlo indissolubile ed irrevocabile c’è e sarà rafforzata dagli altri passi verso l’integrazione” [Quale integrazione? Di chi? Di che cosa? A che cosa?].

Ammonisce: “Non ci può essere – anzi, non ci sarà – un vero e proprio dettagliato progetto, ma ci saranno alcuni elementi forti per un breve tratto di strada. Spero breve [Tu speri?], pochi mesi, per arrivare da lì al progetto generale” [E…quale sarebbe questo PROGETTO GENERALE?].

Altri requisiti minimi sono: “un sindacato bancario più completo, con progressi in termini di integrazione e – se possibile – unificato, la sorveglianza” [Ti ricordo che uno Stato NON è una BANCA!], “una garanzia europea dei sistemi di deposito”. Il piano sarà sul tavolo Venerdì per “i meccanismi politici di nuovo mercato per aiutare i paesi sotto attacco – a condizione che abbiano rispettato le richieste dell’UE per la disciplina di bilancio.” [Ma ci rendiamo conto, si?]

Da giovedi ci sono dati che indicano come la zona euro stia scivolando in recessione e l’accresciuto timore che l’Italia seguirà la Spagna nel chiedere a Bruxelles i fondi di salvataggio [SALVATAGGIO da COSA?]. Solo una forte performance della Germania ha fermato l’unione monetaria da parte dei committenti nel primo trimestre. Ma – dati separati – dimostrano che il settore privato tedesco a maggio ha subito una grave recessione, aggravata da una crisi nel settore manifatturiero.

Il settore tedesco dei servizi ha continuato ad espandersi, ma questo pezzo solitario di buona notizia è improbabile per mantenere la zona euro dalla recessione nel secondo trimestre. Soprattutto, dopo il settore manifatturiero e dei servizi appaltati in Francia. Altrove, negli Stati Uniti, ha subito un rallentamento della crescita in tutto il settore manifatturiero e la Cina ha registrato la sua ottava contrazione consecutiva nella produzione.

Gli analisti affermano che – senza il ricorso ai mercati di esportazione in forte crescita, l’Italia può aspettarsi di veder colpita la sua crescita per un altro lungo anno.

Monti dice che, il nuovo meccanismo proposto, calcerebbe “il riconoscimento da parte delle autorità europee del rispetto delle norme in materia di finanza pubblica e delle riforme strutturali“.

Rendendo l’intervento subordinato al buon comportamento, si offrirebbe un modo per fornir sollievo ai paesi come Italia e Spagna, pur soddisfacendo le richieste tedesche di disciplina fiscale [Quindi? Dovremmo calar le braghe e metterci a 90° ai tedeschi?].

Monti evita di dare dettagli [come sempre], ma si è detto “molto favorevole” per l’acquisto delle obbligazioni dei paesi sotto attacco.

Il sistema attuale di assistenza al settore bancario a titolo di Stato, ha portato ad un aumento del debito pubblico che ha sollevato le rese – e tagliato il valore – dei titoli di Stato che – a sua volta – ha indebolito le finanze delle banche e creato una “spirale sgradevole“…

Ecco perché le misure di “scoppiamento” sono allo studio, dice.

FONTE: The Guardian

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