Pubblicato: mercoledì, 13 giugno 2012

Da Milano a Napoli, la protesta dei disoccupati. Scontri con la polizia e blocco del porto

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A Basiano tafferugli con le forze dell’ordine. In Campania circa 25 persone senza lavoro si buttano in mare impedendo ai traghetti di attraccare al molo del capoluogo

10:05 – Tafferugli all’esterno di una zona industriale a Basiano, nel Milanese. Un centinaio di operai protestano da alcuni giorni per i licenziamenti operati e secondo quanto riferito dal 118, stamani tra loro e le forze dell’ordine intervenute per sgomberarli ci sono stati attimi di tensione e poi degli scontri che hanno provocato 14 feriti. La maggior parte di essi sarebbero solo dei contusi, qualcuno avrebbe riportato lesioni più gravi.

Napoli, disoccupati si buttano in mare   E i disoccupati protestano anche a Napoli, dove circa venti persone, aderenti al movimento di senza lavoro “Progetto Bros”, si sono gettate in acqua al molo Pisacane del Porto della città impedendo così l’approdo ai traghetti per le isole del Golfo di Napoli. Uno dei dimostranti ha avuto un malore mentre era in acqua. L’uomo è stato recuperato dalla Guardia costiera ed è stato sistemato su un gommone, per essere poi soccorso da un’ambulanza del 118. I manifestanti sono a circa 300 metri dal molo e rendono impossibile sia la partenza sia l’arrivo dei traghetti. Al molo, gestito dalla Terminal Napoli Traghetti, attraccano anche le imbarcazioni della Tirrenia provenienti da Palermo.
Milano: gli scontri dopo 89 licenziamenti I tafferugli nel Milanese si erano già verificati in passato, all’esterno dei capannoni della Gartico Scarl. Recentemente la società, che si occupa di logistica e in particoalre di trasporti alimentari per una grande catena commerciale, ha infatti deciso di interrompere il rapporto di lavoro con la cooperativa che fornisce il servizio di facchinaggio.    La cooperativa, la Alma Group di Peschiera Borromeo (Milano), a quel punto ha deciso 89 licenziamenti dichiarando di trovarsi nell’impossibilità di ricollocare gli esuberi in altre attività del gruppo. Gli ex dipendenti, quasi tutti egiziani, sostengono però che il licenziamento sarebbe avvenuto proprio in un momento di “ribellione” alle “ingiuste condizioni di lavoro” alle quali si ritenevano sottoposti.
Basiano: scontri operai e polizia – Feriti gravi

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