Pubblicato: giovedì, 7 giugno 2012

Regime al limite: Ultima trovata del Fisco. Ora ci spia pure al telefono

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 Di quanto e cosa ci vorrà ancora prima di dire basta? La perquisizione punitiva in dogana con il guanto di lattice è sempre stata una gag da film comico, invece di questo passo l’Agenzia delle Entrate sta portando le ispezioni invasive alla routine, per tutti, e soprattutto in danno a coloro che, avendo pagato tutto, avrebbero ogni diritto di essere lasciati in pace.

La novità del giorno, dopo la geniale proposta di eliminare (unici al mondo) il contante, per sostituirlo con carte di debito comode, tracciabili e «prelevabili» dal Grande Fratello di turno, è rappresentata dall’editto di Attilio Befera che impone alle società telefoniche di consegnare all’Agenzia delle entrate tutti i dati relativi alle utenze telefoniche in modo da poter effettuare «controlli di congruità» fra le spese telefoniche e il reddito dichiarato. Si tratta dell’attuazione del famoso «redditometro» che prevedeva la raccolta dei dati delle utenze (luce, gas e telefono) ai fini fiscali e approvato in sordina da un poco lucido Parlamento. Se, tuttavia, l’intento del legislatore probabilmente si intendeva semplicemente come esistenza di un’utenza per verificare ad esempio se una casa fosse effettivamente sfitta o meno, la circolare relativa ai telefoni appare altra cosa, infatti oltre alle utenze in atto ecco che l’Agenzia delle entrate pretende di sapere «tutti i dati relativi a tali utenze, al consumo telefonico fatturato incluse le ricariche»….

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