Pubblicato: giovedì, 24 Maggio 2012

Il Banchiere Mario Draghi parla in modo severo dell’Europa

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       Draghi dichiara che il Modello Sociale del Continente è ‘Andato’: non si ritratterà sull’Austerity.

FRANCOFORTE – Il presidente della BCE Mario Draghi avverte che per i paesi dell’Eurozona assillati,  non c’è alcuna fuga dalle severe misure di austerità e che il contratto sociale tradizionale del Continente è obsoleto. Avanzando nel suo dibattito – sempre più non condiviso da altri membri – continua su come affrontare i problemi fiscali e di bilancio della regione.

In un lungo colloquio con il Wall Street Journal nel suo ufficio qui in centro, Draghi riflette su come le fatiche della regione stiano spingendo l’Europa verso un’unione più stretta. Ha detto che, il decantato modello sociale europeo – il quale mette premio sulla sicurezza del lavoro e sulle generose reti di sicurezza – è “Già Andato”, citando l’alto tasso di disoccupazione giovanile che, in Spagna, raggiunge il 50%. Ha esortato le spese generali per promuovere la creazione di posti di lavoro per i giovani.

Non ci sono soluzioni rapide ai problemi dell’Europa, dice. Aggiungendo che le ricche aspettative circa il salvataggio da parte della Cina sono irrealistiche. Sostiene – invece – che questi continui shock economici imporranno ai paesi cambiamenti strutturali nei mercati del lavoro e negli altri aspetti dell’economia, per tornare alla prosperità: ma a lungo termine.

 

“Sai che ci fu un tempo in cui [l’economista] Rudi Dornbusch diceva che gli europei sono così ricchi che possono permettersi di pagare tutti per non lavorare? Beh, tutto questo è andato.”, ha detto Draghi.

“Non è fattibile la possibilità di scambio tra le revisioni economiche e fiscali, per cui ci sarà un ulteriore inasprimento”, dice Draghi in un’intervista: la prima da quando la Grecia ha siglato il suo secondo piano di salvataggio.

“Tornando indietro agli obiettivi di bilancio,  si dovrebbe suscitare una reazione immediata da parte del mercato stesso: spingendo più in alto (spread) il tasso di interesse”, ha detto.

I commenti di Draghi sono in mezzo al dibattito e spiegano come, intensificando una più profonda austerità in Europa, sia la miglior ricetta per i paesi che si affacciano sostanzialmente alla contrazione economica e lo pongono sotto una luce di “linea dura”, proprio accanto ad Angela Merkel ed agli altri funzionari tedeschi.

Commenti che entrano in un contesto di una previsione economica più cupa dell’Unione europea, dove mostra la zona euro a rischio di recessione. Alcuni governi, nel frattempo, hanno resistito sottolineando che i tagli di spesa a favore degli aumenti delle tasse possono sicuramente soffocare l’impresa. Aumentando le imposte sul consumo, potrà anche aumentare l’inflazione. Il che, rende più difficile per la BCE mantenere i tassi di interesse bassi e lo stimolo alla crescita.

Anche Draghi accoglie favorevolmente la relativa calma scesa sui mercati europei del debito negli ultimi mesi, ha detto che il credito scarseggia. Soprattutto ai margini dell’Europa meridionale.

Nonostante la grande ricchezza dell’Europa, il Fondo monetario internazionale ha dato tre volte gli aiuti per la Grecia, Portogallo ed Irlanda e sta tornando – ancora una volta – per un’assistenza ulteriore alla Grecia. I funzionari dell’Eurozona han pressato per un aiuto, i mercati emergenti come la Cina: avendo acquistato il debito dei paesi della zona euro o le obbligazioni (bond) emesse dal fondo di salvataggio.

“Ci sono stati un sacco di colloqui e conversazioni. Ho sentito parlare di loro, ma non ho mai visto nessun investimento ufficiale [dalla Cina] nei mercati finanziari europei”, ha detto Draghi. La Grecia, nonostante il suo ultimo piano di salvataggio da € 130 miliardi di euro (172.240 milioni dollari), rimane un grosso rischio, dice. Mentre Atene ha accettato di tenere sotto controllo il proprio debito e di revisionare la sua economia, i leader del paese adesso han bisogno di dimostrare si seguire ed attuare le misure.
“E’ difficile dire se la crisi sia finita”, ha detto.

Le opinioni da parte del capo della BCE in materia di programmi di austerità, saranno testate presso lo stand di voto nei prossimi mesi. Grecia e Francia dovranno tenere le elezioni in questa primavera. Queste, potranno avere dei nuovi leader meno disposti ad abbracciare pienamente la posizione della banca.
Un certo numero di leader europei, guidati dal Primo Ministro italiano Mario Monti, vogliono spostare l’attenzione dell’Europa lontano dai tagli alla spesa, verso una stimolazione alla crescita.
Monti ed il Primo Ministro spagnolo Mariano Rajoy, che ha incontrato a Roma il Giovedi, esortano i paesi dell’UE a lavorare di più: tanto da rendere le loro economie locali più competitive come modo per incoraggiarne la crescita e rinforzare le severe contromisure alle misure di austerità stessa.

Draghi sostiene che l’austerità, accoppiata al cambiamento strutturale, sarà l’unica opzione per il rinnovo economico. Mentre i tagli alla spesa pubblica lesioneranno le attività in un periodo molto breve, ha detto. Gli effetti negativi possono essere compensati da revisioni strutturali.
Il suo punto di vista è stato appoggiato il Giovedi dalla Commissione europea. Nonostante la previsione di una recessione per la zona euro di quest’anno, la Commissione ha affermato che i governi in condizioni di stress finanziario “dovrebbero essere pronti a soddisfare gli obiettivi di bilancio”.

Ma i critici sono letteralmente esplosi circa la pesante messa a fuoco sull’austerità dell’Europa, dicendo che sta causando un danno alla zona euro che costituisce circa un quinto della produzione mondiale: minacciando così la ripresa globale.
La tesi di Draghi, secondo cui le revisioni andranno a compensere gli effetti negativi di austerità, è stata accolta con un certo scetticismo. Questo andrà a sradicare le inefficienze nel mercato del lavoro o andrà a tagliare le burocrazie governative sottraendone la crescita in un periodo più breve: a prescindere dai benefici a lungo termine, affermano alcuni economisti.

“Questo messaggio è solo uno strato di zucchero”, dice Simon Johnson, ex capo economista presso il Fondo Monetario Internazionale.
“Molte di queste riforme strutturali di cui si parla, in un periodo breve sono illusorie: nella migliore delle ipotesi. Ma è meglio di raccontare che questa storia potrebbe impiegare 10 terribili anni”, ha detto.

Nell’intervista, Draghi difende a spada tratta la decisione della BCE di proteggere il suo portafoglio obbligazionario greco di €50000000000 dalle notevoli perdite del settore privato obbligazionario che sta affrontando, come parte di un accordo separato tra la Grecia ed i suoi creditori svalutando  €107.000.000.000 di debiti. Ha detto che la BCE: “si impegna a proteggere il denaro dei contribuenti”.

Giovedi, l’amministratore delegato della Commerzbank AG – Martin Blessing – critica l’apparente taglio volontario degli investitori privati ​​che detengono titoli greci, con un linguaggio insolitamente schietto, definendolo “tanto volontario quanto una confessione durante l’Inquisizione spagnola“.
Su altre questioni relative all’Europa, a due anni dalla crisi del debito, Draghi – che ha preso il timone della BCE meno di quattro mesi fa dopo aver condotto la Banca d’Italia per sei anni – era più ottimista. Dopo un debole quarto trimestre, l’economia complessiva della zona euro si sta stabilizzando, ha detto.

I governi hanno fatto progressi in materia di riduzione del disavanzo, rendendo le economie più competitive. Le banche si sono stabilizzate ed i mercati obbligazionari stanno riaprendo. Il Portogallo – che molti analisti pensano sia il prossimo in linea dopo la Grecia per un altro salvataggio – non avrà bisogno di essere salvato ancora una volta, dice sempre Draghi.
Draghi si è guadagnato elogi da parte degli investitori per la sua gestione della crisi negli ultimi mesi. Ha abbassato di nuovo i tassi di interesse ai minimi storici con tagli back-to-back. La BCE, nel mese di dicembre, ha inondato le banche con € 489.000.000.000 a basso costo, in tre anni i prestiti ed ha ampliato le tipologie di banche collaterali che potranno corrispondere.

Nel loro insieme, i movimenti hanno portato ad un recupero nei mercati azionari ed ha aiutato a cedere i rendimenti obbligazionari di governo in Italia e Spagna: paesi considerati come critici, contenendo la crisi del debito della Grecia ed evitando che si diffonda in tutto il blocco dell’Euro.
Nonostante gli sforzi della BCE, invece, il credito ha rafforzato tutta l’area dell’euro. In particolare, nelle parti meridionali della regione. Le banche sembrano aver utilizzato una quota significativa dei prestiti triennali per riacquistare le proprie obbligazioni in scadenza, dice Draghi.

La crisi greca ha messo a nudo molte delle debolezze strutturali nel setup dell’euro, che è governato da un unico tasso d’interesse della politica che non ha ancora un ministero comune delle finanze per guidare il denaro dai paesi ricchi a quelli poveri.
Draghi – i cui commenti si son fatti nel meeting di finanza ufficiale in questo weekend ai funzionari finanziari del Gruppo delle 20 economie principali sviluppate ed emergenti – ha respinto le critiche che l’Europa non possa avere una maniglia sulla sua crisi del debito. I recenti passaggi fatti da parte dei governi per creare il controllo del deficit, sono “un grande risultato politico” ed il “primo passo” verso l’unione fiscale, ha detto.

Ha anche dato un colpo di spazzola circa la preoccupazione che le misure di crisi aggressive della BCE, distanzino la banca centrale dal suo membro più potente: la Germania. Due alti funzionari della Germania presso la BCE, lo scorso anno si son dimessi in opposizione agli acquisti della BCE di titoli di Stato, preoccupati del fatto che la banca centrale era effettivamente di una soddisfacente dissolutezza. L’attuale presidente della Bundesbank, Jens Weidmann ha messo in guardia sui rischi associati ai generosi programmi di prestito della BCE.

“Uno dei miei obiettivi è aver largo consenso il più possibile. Dobbiamo fare le cose giuste e dobbiamo farle insieme”, ha detto Draghi. La decisione della BCE a prestar denaro alle banche per tre anni, è stata unanime. Suggerendo che non ci sia più molta divisione in seno alla BCE, come alcuni osservatori pensano.

Fonte: Wall Street Journal

Aaron Russo fu un regista hollywoodiano amico dei rockefeller. Quando scoprì di essere un malato terminale di cancro, nel 2005, dedicò gli ultimi anni della sua vita a girare un video documentario-testamento sul signoraggio e il nuovo ordine mondiale che diffuse liberamente e gratuitamente su internet (oltre che nei cinema statunitensi). Morì il 24/08/2007, proprio mentre veniva fatta la traduzione a questo suo eccezionale documentario.

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