Pubblicato: domenica, 29 aprile 2012

TASSE: le Vere Armi per la Distruzione di Massa

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ILLEGITTIMITÀ DELLA TASSAZIONE, IN PARTICOLARE DELLA PRIMA CASA, NEL REGIME MONETARIO ATTUALE

E’ risaputo che mediante le tasse lo Stato ricava le risorse per  assicurare il benessere della collettività e che quindi necessita della  moneta anche per questo scopo, diamo per assodato quindi che si debbano  pagare imposte e tasse, tanto che non ci poniamo più la domanda sul  perché esistano e né se perdurino i motivi che ne hanno determinato l’iniziale istituzione. Il problema è quindi se sussistano o persistano la necessità , le motivazioni, le ragioni, IL DIRITTO…..

Orazio Fergnani – Ciò possiamo capirlo solo se sappiamo e capiamo che la Moneta è una istituzione pubblica, cioè di proprietà della Comunità in quanto ne crea e ne accetta il valore per convenzione e per reciproca fiducia, allora e solo allora potremo capire come le imposte e le tasse non hanno senso e ragione di esistere nella situazione monetaria contingente (dal 1992).

Anche perché la moneta è essa stessa una “tassa” in quanto la funzione primaria è la stessa del fisco e  cioè far circolare e condividere, ridistribuire la ricchezza con tutti  gli altri cittadini…. Adempimento che però da vari decenni non può più  espletare perché svuotata delle sue intrinseche valenze in quanto la  Sovranità monetaria, il potere di emettere moneta ex nihilo, non è più  nelle mani della Comunità, precondizione per, eventualmente e semmai, tassare i cittadini.

La distonia e dicotomia logica è avvenuta nel momento in cui la  Sovranità monetaria è stata trasferita incostituzionalmente nelle mani  di privati cittadini stranieri,  la BCE, ai quali lo Stato italiano ha delegato un enorme potere a spese  della comunità nazionale ed europea, e l’azione invece di  far  circolare e condividere la ricchezza fra i cittadini, al contrario gliela sottrae.

Rammento e sottolineo che è la comunità (Stato) che dovrebbe emettere Moneta, esercitando la Sovranità monetaria, senza doversi indebitare con altri soggetti perché  è essa comunità dei cittadini (Stato) la creatrice del valore della  Moneta e di conseguenza soltanto essa ne è la legittima proprietaria, e  …. “poiché democrazia significa sovranità politica popolare, il popolo  deve avere anche la sovranità monetaria che di quella politica è parte  costitutiva ed essenziale in un sistema di democrazia vera o integrale  in cui la moneta va dichiarata, a titolo originario, di proprietà dei cittadini sin dal momento della sua emissione.”

Prof. G. Auriti.

La rinuncia da parte dello Stato alla sovranità monetaria è, in effetti, una “stranezza” che poteva trovare una valida giustificazione in altri  tempi, quando la moneta aveva un proprio valore intrinseco perché  costituita da pezzi coniati in metalli pregiati, o quando essa, pur  rappresentata da simboli cartacei, aveva tuttavia una copertura nelle  riserve auree o argentee delle banche, non si vedono ragioni fondate e legittime, per le quali lo Stato debba richiedere ad un istituto bancario privato il mutuo, sempre oneroso, di banconote create dal nulla prive  di ogni valore intrinseco, trasferendogli in tal modo anche il loro  valore, il potere d’acquisto, e quindi anche la sovranità monetaria e la  sovranità tutta in senso assoluto.

Insomma il debito pubblico viene artificiosamente creato con la richiesta di denaro da parte dello Stato alla banca centrale (Bankitalia /BCE).

Dove nasce la perversione

Questo porta al folle, demenziale, delinquenziale, perverso paradosso  che più un’economia cresce, più ha bisogno di denaro cartaceo, o di  altro supporto, per rappresentare il valore dei beni ed i servizi  prodotti, e contemporaneamente più si indebita. Oggi la moneta risulta essere per la massima parte una semplice  stampa tipografica o digitazione elettronica senza alcunché a garanzia,  salvo il controvalore costituito dal bene- servizio prodotto dal  cittadino che si acquista con quella determinata quantità di “valuta –  denaro – banconota” , che quindi, anche per questa ulteriore ragione, non può che essere di proprietà del cittadino e quindi della collettività.

Come si comprende bene, sulla base di quanto generalmente assodato e  condiviso, il valore alla moneta al momento della creazione (e sempre)  era ed è proprietà del cittadino produttore e di conseguenza della  collettività. A questa legittima e giusta rivoluzione e mutazione  concettuale  dei rapporti giuridici e comportamentali sulla Sovranità  monetaria però non seguì alcunché di contestuale e simmetrico nella  revisione dei rapporti fra lo Stato, le banche, il fisco ed il cittadino  contribuente.

Questa imposizione fiscale tuttora attuale, in vigore da sempre nel  corso degli ultimi secoli in ogni parte del mondo civile, aveva la sua  motivazione ed un senso operativo nel vecchio corso delle monete quando  queste erano esse stesse in metallo prezioso o erano banconote di carta  rappresentanti l’oro della riserva aurea dello Stato e quindi rappresentavano la somma del valore che fino a quel momento  non aveva contribuito alla solidarietà sociale, motivo per cui era  giusto che chi deteneva quelle somme in denaro, su quelle somme o in  ciò che le somme avevano permesso in un determinato tempo di acquistare,  fosse in vario modo tassato.

Ma quando a partire dal 15 agosto del 1971 è stato abolita  (giustamente) la convertibilità in oro (abolizione del Trattato di Breton Woods) e la moneta diventa in quello  stesso istante invece semplice rappresentazione del valore che si  riconosceva nel prodotto o nel servizio che il detentore della moneta  andava ad “acquistare” le cose in merito alla tassazione avrebbero  dovuto cambiare radicalmente.

Infatti, come oggi ben sappiamo, per averne avuto successive e reiterate conferme ufficiali: l’euro (moneta) è, fin dalla sua emissione ed in eterno di proprietà della B.C.E. e se, come abbiamo visto, il valore non è nella banconota  (euro) ma nel bene, servizio, prodotto che si va ad acquistare  (fin  qui tutto perfettamente logico), ne consegue che tutto il valore prodotto dall’individuo,  dalla collettività, dagli Stati viene integrato in eterno nella  “banconota euro” (anche questo accettabile) perciò si verifica quello che è sanzionato da una miriade di  articoli del codice civile e penali, ed anche il più incredibile dei  miracoli: ciò che è mio/nostro (IL VALORE PRODOTTO DEL NOSTRO  LAVORO) l’euro lo integra in sé ed, incredibilmente, meraviglia  delle meraviglie, quello che era il valore del nostro lavoro diventa magicamente di  proprietà dei banchieri… “IN ETERNO” !!!

Per di più, a seguito della immotivata  ed illegittima delega alla BCE ad emettere l’euro a debito agli Stati ed ai cittadini e visto il cosiddetto debito da signoraggio  derivante dalla emissione della moneta stessa da parte della BCE, viene da pensare che in qualunque modo ci muoviamo ci  facciamo del male…Ma il peggio è che lo Stato, che dovrebbe essere una “Istituzione” al servizio del Cittadino, invece si è trasformato in aguzzino del cittadino  su mandato delle banche, in particolare della BCE… (come ormai dovrebbe  apparire chiaro a tutti).

Lo Stato sulla semplice e superficiale scorta di una  legislazione tributaria antidiluviana risalente al periodo in cui ancora  vigeva la convertibilità della moneta in oro (e quindi, come visto, aveva  un senso e un supporto giuridico e di Diritto) pretende, ora, in un  contesto del tutto diverso, addirittura opposto, contro ogni logica,  legittimità fondata, senso del Diritto….

Il pagamento di tasse  (qualunque tassa) da noi cittadini che non siamo mai in nessun momento  possessori del VALORE…. MA AL CONTRARIO SEMPRE E SOLTANTOPOSSESSORI DEL DEBITO” per definizione e di fatto, stante la spudorata, insensata, demenziale logica di potere attuale. In definitiva tutta questa sequela di operazioni altro non  è che un semplice trasferimento di ricchezza dal popolo ai banchieri.

Si è utilizzata l’autorità dello Stato, nello  specifico la potestà impositiva esercitata sul popolo, come strumento  per attuare una azione illecita e quindi, agire per rifondere un Debito  pubblico artefatto illegalmente è già in sé atto di pirateria  internazionale estortiva e di rapina di assoluta ed estrema gravità e  rilevanza penale. Il debito pubblico è incostituzionale e  fraudolento, poiché nasce dall’uso illegittimo di questo potere monetario da parte di soggetti privati.

Dal che ne consegue che gli atti, ad essa azione collegati,  perdono il fondamento giuridico e la legittimità per esser fatti valere,  e non trova quindi giustificazione  la potestà impositiva dello Stato e  neppure quella delle amministrazioni periferiche a cui lo Stato la  trasferisce, essendo viziato e contro legge il presupposto che la  giustifica.

Conclusioni

Il Debito pubblico  è primariamente e sostanzialmente un debito nato a causa della illegale  ed incostituzionale cessione della Sovranità monetaria.”

La palese  illegittimità tributaria deriva dalla incostituzionale cessione della  Sovranità monetaria attuata con l’adesione al Trattato di Maastricht. Il prelievo fiscale  attuale si basa su un sistema normativo presupponente ancora la  proprietà della moneta da parte dello Stato e dei Cittadini, e della  convertibilità in oro, metodo volutamente ed intenzionalmente  lasciato intatto nelle sue norme, prassi e funzionalità, atavico,  obsoleto, inorganico, inadeguato, in modo di raggirare per l’ennesima  volta l’ignaro cittadino.

Tutto questo ottenuto attraverso l’emissione di denaro falso dal nulla e quindi aspetti immotivati, deviati di una stessa immane truffa architettata a  danno dei cittadini e dello Stato, messa in atto dal sistema bancario e  di chi lo controlla, attraverso l’indebita emissione da chi non ha: titolo, risorse, ragioni, diritto, merito, e delega.

Di cui le banche però pretendono il pagamento vero tramite le tasse di  ogni forma, tipo, identità, provenienza, misura,  caratteristica, attraverso la schiavizzazione o il prelievo forzoso, i  pignoramenti, la confisca di beni dei cittadini, degli imprenditori,  delle Comunità locali dello Stato nazionale stesso. Azioni che si sono potute esplicare grazie a contorsionismi e  distorsioni logiche, legali e procedurali, volutamente inefficienti,  incongrue, inette, tutte strategicamente volute, intenzionali e  programmate.

In conclusione ….

Fino a quando è esistita la convertibilità e la moneta era  emessa dallo Stato attraverso la banca d’Italia era come possedere un  appartamento ed era ““giusto”” pagarci le tasse. Ma ora che siamo in  regime di non convertibilità  e soprattutto ora che noi paghiamo un  “affitto” (INTERESSE) al PROPRIETARIO (la BCE) e quindi è come se abitassimo in un appartamento in affitto… chi deve pagare le tasse l’inquilino o il proprietario ??

Ma proprio per arrivare fino alla radice dell’argomento, ovvero in merito alle  tasse sulla prima casa, che già per tutti i motivi esposti sopra NON E’  DOVUTA….

Addirittura si può fare riferimento all’art. 31 della  costituzione che dice: “La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle  famiglie numerose. Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù,  favorendo gli istituti necessari a tale scopo”.

E cosa c’è di più “agevolante e provvidenziale” per la formazione della famiglia se non una casa ??

Quindi, siamo all’assurdo che: tu Stato metti nella carta di fondazione della tua Società  (la COSTITUZIONE) una simile sanissima e sensatissima affermazione…. E  poi la smentisci nei fatti andando ad estorcere anche l’ultima stilla di  sangue ai tuoi figli ???

Allora non è di Democrazia che stiamo parlando bensì di una autentica e brutale DITTATURA !!!

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