Pubblicato: domenica, 22 Aprile 2012

Il Lento Suicidio dell’Italia (e dell’Italiano)

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Non smetto mai di rimanere stupita come i giornali stranieri, specialmente quelli americani o inglesi, non riescano a riferire la verità sulla politica italiana. Il signor Monti, un ex professore di economia all’università e burocrate di Bruxelles, era anche un “consulente internazionale” di Goldman Sachs nel 2005-2011: non è una lady di ferro.

Il ‘professore sobrio’, come viene soprannominato, diviene primo ministro nel novembre del 2011 in una congiura di palazzo sostenuta soprattutto dalla sinistra italiana che ha estromesso Silvio Berlusconi, il fiammeggiante magnate dei media che fu eletto nel 2008 con una larga maggioranza mai raggiunta da nessun primo ministro italiano.

A differenza della signora Thatcher che ben conosciamo, il professor Monti è così noioso, così grigio e così burocratico che – come un ipnotizzatore – ci porta in uno stato di trance, ripetendo semplicemente con la sua voce grigia e burocratica, lo stesso calmante mantra: “bene, va tutto bene”.

La sua missione, come capo di un governo di economisti e banchieri non eletti, è semplice: fermare l’Italia percorrendo la strada della Grecia. Finora, in concreto – come opposto alla cosmetica – le riforme hanno riguardato l’aumento delle tasse già esistenti ed inventare nuove tasse in uno dei paesi più tassati al mondo.

Non ha fatto nulla di incisivo per abbassare lo sbalorditivo debito pubblico italiano (119% del PIL) nè per il già congestionato esercito di lavoratori del settore pubblico. Ha fatto poco relativamente i tagli dell’enorme spesa pubblica in materia di pensioni che – in 1 anno – inghiotte quasi 1/3 delle entrate pubbliche in un paese sempre più vecchio: non solo grazie alla dieta mediterranea, ma grazie al più basso tasso di natalità al mondo (1,4 figli per donna).

Un autorevole giornale estero ha confrontato lo strisciante Monti alla Thatcher a causa della sua ultima riforma, la quale dovrebbe abolire il mortificante “lavorare-a-vita” – di ispirazione comunista. Non si potrà licenziare un dipendente nemmeno per ragioni “economiche”. Vale a dire: non c’è più lavoro per loro, figuriamoci se sono pigri ed inutili. Se lo si farà, ti porteranno in tribunale e – l’Italia è sempre l’Italia – vinceranno ed otterranno un bel risarcimento oltre a ritornare al loro lavoro.

La proposta di Monti, renderebbe possibile licenziare la gente per “motivi economici”. Ma qui sta il problema: un giudice dovrà decidere se ci sarà una ragione reale oppure una discriminazione di fatto. Ma il nostro sistema giudiziario è labirintico: i giudici, politici. Ed è normale che un procedimento penale duri almeno 10 anni. Ancor di più quello civile. Solo uno stupido o un pazzo o una “vittima” cercherà una compensazione legale, qui in Italia.

Ecco cosa riporta l’autorevole giornale estero che avevo citato all’inizio:

Se Roma è stata risparmiata dal destino che ha colpito di recente Atene, è segno dell’inizio di una settimana di miglioramento.

Nutrirei dei dubbi su questo. Le uniche cose che hanno salvato l’Italia dal tracollo finora, sono stati i salvataggi stratosferici fatti da parte dei Paesi dell’Unione Europea e del Fondo Monetario Internazionale della Grecia, nonchè gli interventi massicci sui mercati obbligazionari dell’Eurozona da parte della Banca Centrale Europea.

Il giornale riconosce che la riforma del primo ministro italiano è stata vista dalla “maggior parte del mondo libero” solo come una “riforma blanda”.

Non sono una lettrice assidua di questo giornale, perchè non ho danaro da investire: anche se – dal 2008 – ho acquisito la macabra abitudine di controllare i mercati azionari con i segni dell’apocalisse. Ma, un lettore italiano, Alberto, aveva dato all’autore del pezzo “dell’imbecille”, di uno di “ignoranza abissale” se paragona Monti alla Thatcher. Solo “un emerito cretino” potrebbe farlo (sempre riferendosi all’autore del pezzo), perchè – secondo questo Alberto – era un’enorme falsificazione della verità storica. La Thatcher taglia “drasticamente” tasse e spesa pubblica, quando Monti sta facendo “esattamente il contrario”.

Naturalmente, Alberto ha ragione. In Italia il PIL negli ultimi 3 mesi del 2012 è sceso. Questa volta, in calo dell’1,6% secondo i nuovi dati OCSE, rispetto al 2.9% di crescita in America. Qui in Italia, l’aliquota fiscale complessiva (la percentuale degli utili delle società pagati in tasse) rimane al 68,6%. La più alta in Europa.

E così, noi italiani continuiamo a suicidarci. Si apprende che, negli ultimi 12 mesi, migliaia di persone lo abbiano fatto per ragioni di “natura finanziaria”. E – proprio in questi ultimi giorni – un 58enne, capo di una piccola impresa edile, si è dato fuoco davanti all’Agenzia delle Entrate a Bologna perchè non poteva più permettersi di pagare le tasse. Rimane in condizioni critiche: così come l’Italia.

Monti non è Margaret. Nella Gran Bretagna di Margaret Thatcher c’era l’occasione virtuale di una guerra civile tra sindacati e la Lady di Ferro. Ma, per quanto ne sappia, nessun uomo d’affari si è dato fuoco fuori dall’ufficio delle tasse.

Sempre Alberto, il lettore, scrisse all’editoriale una spiegazione tipicamente italiana: “i ladri di Goldman Sachs e tutti quegli altri ladri americani, non possono aspettare il loro piccolo lacchè italiano per distruggere tutte le nostre attività, in modo tale da poterle comprare per pochi spiccioli”.

Io preferirei dar la colpa alla sinistra italiana, non a Wall Street. Quale sarà il modo migliore per evitare il reale cambiamento se non quello di convincere il mondo – il “Wall Street Journal” compreso – che il reale cambiamento è già avvenuto?

 

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