Pubblicato: giovedì, 19 aprile 2012

Diamanti, castelli, bagni e scoiattoli: la gara del grottesco nelle spese dei partiti

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Le lauree tarocche e i diamanti della Lega, d’accordo, come del resto le ville settecentesche e gli spaghetti al caviale del tesoriere della Margherita Lusi. Sono rivelazioni estreme, terminali, letteralmente apocalittiche, nel senso che sollevano un velo sulla realtà mettendo a nudo un andazzo, e ora la sua conclusione.
Ma più in generale è il momento di riconoscerlo: quanto pazzamente hanno speso e con quanta sciagurata ed eccentrica normalità hanno dissipato le risorse che essi stessi si erano assegnati, i partiti!
Non vale in questo alcuna distinzione di schieramento, forse solo i radicali in qualche modo si salvano. Ma se negli sperperi del centrodestra torna alla memoria la grottesca gara scatenatasi tra i coordinatori di via dell’Umiltà su chi si faceva ristrutturare e/o costruire dal niente la stanza da bagno più vasta e accessoriata, per diversi anni i partiti variamente raccolti nel centrosinistra avevano preso gusto ad affittare a caro prezzo suggestivi conventi e castelli e ville circondate da magnifici parchi.

Una volta – era il 2005 – alla componente ulivista della Margherita parve naturale di ritrovarsi per un paio di giorni in una storica dimora di Traversetolo, vicino Parma, che fra le attrattive vantate nel depliant includeva la presenza di scoiattoli e di pavoni, addirittura, oltre che di un ristorante significativamente intitolato “Pantagruel”.

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