Pubblicato: martedì, 17 Aprile 2012

Si cercano lingotti e diamanti per 600mila euro. Accuse a Belsito, Mauro e Stiffoni

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La Corte dei conti di Milano, nell’inchiesta che sta scuotendo la Lega Nord, è l’ultima a indagare: questa volta l’ipotesi è di danno erariale. Anche le Procure contabili di Bologna e Napoli sarebbero pronte a lavorare sull’ipotesi della truffa ai danni dello Stato.

Le notizie sono di ieri così come sempre ieri la Guardia di finanza, per conto della Procura di Milano, ha acquisito nella sede milanese della Lega Nord in via Bellerio nuovi documenti su bilanci e contabilità del Carroccio mentre era in corso un vertice dei dirigenti, tra cui Umberto Bossi e Roberto Maroni. La Procura di Milano vuole vederci chiaro sui 400mila euro che sarebbero stati investiti in diamanti (dall’ex tesoriere Francesco Belsito, Piergiorgio Stiffoni e Rosy Mauro) e i 200mila euro in lingotti d’oro, con fondi riconducibili alla Lega presso le banche Aletti e Popolare di Novara.

Mauro e Stiffoni – che smentiscono categoricamente ogni coinvolgimento e si dicono pronti ad adire le vie legali – avrebbero investito 100mila euro a testa; il resto Belsito. Ma né i lingotti né i diamanti sono stati finora trovati dagli investigatori. La Procura di Milano nei giorni scorsi aveva notificato al nuovo tesoriere, Stefano Stefani, un ordine di esibizione per avere accesso ai documenti.

Sempre ieri la Procura di Reggio Calabria ha fatto il punto con la Direzione investigativa antimafia (Dia) sulle prime carte che sono state sequestrate ad alcuni tra gli indagati. Il pm Giuseppe Lombardo continua a puntare sull’ipotesi investigativa che ha ancora una volta ribadito ai colleghi napoletani e milanesi: nella gestione finanziaria di Francesco Belsito potrebbero essere entrate risorse che non erano rimborsi pubblici per spese elettorali.

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