Pubblicato: martedì, 17 aprile 2012

Roberto Formigoni, vacanze di gruppo

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Chi non ha mai fatto le bolle di sapone? Ci sono giornalisti che ne fanno di continuo. Secondo Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia dal 1995, si tratta di “gente triste, sfigata e malinconica,” che non sa nemmeno cos’è una vacanza di gruppo. Fanno le bolle di sapone e non sanno godersi la vita come lui. I giornalisti del Corriere della Sera, per esempio, si gingillano su presunti viaggi pagati da Pierangelo Daccò a favore del morigerato governatore.

“Si è trattato di una vacanza di gruppo come fanno tanti italiani,” si difende Formigoni, “Dov’è il problema? Verificherò se il viaggio è stato svolto, ma nessuno del Corriere ha mai fatto vacanze di gruppo? Io come tutti gli italiani ne ho fatte.”

Scommetto che la maggior parte di noi ha avuto un compagno di viaggio come Daccò, uno che appare  nell’agenda personale di Mario Cal, il manager suicida del San Raffaele braccio destro di don Luigi Verzè, un affarista cresciuto tra le imprese di Comunione e Liberazione, definito uomo ombra e appassionato alle grandi manovre finanziarie della sanità.

“Il signor Daccò lo conosco da 30 anni, mi è capitato di passare qualche giorno di vacanza con lui in gruppo,” dice Roberto Formigoni. “Nel gruppone c’era anche lui, ma è ovvio che ciascuno fa il suo mestiere, le persone sono libere e indipendenti.”

E come tali vanno in vacanza con chi vogliono. A chi non è capitato di mangiare una pizza o passeggiare sul lungomare con alti funzionari della fondazione Maugeri o del San Raffaele? Di cosa volete che si parli in occasioni del genere se non del supplemento mozzarella o della percentuale di cioccolato nel gusto stracciatella?

Mario Cal probabilmente aveva in agenda Pierangelo Daccò perché è un ottimo intrattenitore. I giornalisti del Corriere creano giganteschi castelli in aria ma nessuno di loro insinua che uomini come Daccò sanno tenere alto il morale nei grupponi.

Con lui deve essere eccezionale passare il proprio tempo libero, soprattutto per chi è costretto a vivere in ambienti seri e paludati come la politica, le pubbliche amministrazioni, i luoghi in cui politica e religione si intrecciano in complicati equilibri spiritual-temporali. Nella sanità dove la malattia e la sofferenza sono pane quotidiano è importante avere accanto uomini gioviali con cui intrattenere spensierate chiacchierate sulle vacanze appena passate o quelle che verranno.

Insomma Pierangelo è soprattutto un uomo da gruppone e certi giornalisti dovrebbero imparare a essere più allegri e invidiare meno chi può permettersi di andare in vacanza con gente che conta… sul denaro degli altri.

Scritto da Francesco Menichella

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